Dopo la quarta ondata di metà agosto e la successiva fiammata che venerdì ha spinto i termometri fino a 45°C al Sud e 40°C a Roma, l’Italia si prepara a una nuova fase calda. Secondo iLMeteo.it, all’orizzonte si profila, infatti, la sesta ondata di calore africano, preceduta da qualche giorno di modesta instabilità e seguita, da giovedì, dal ritorno della Heat Dome (bolla di calore).

Prima della nuova fiammata, qualche rovescio sui rilievi

Fino a mercoledì il tempo concederà una pausa relativa.

Qualche rovescio, concentrato soprattutto sulle zone di montagna, accompagnerà una fase nella quale le temperature resteranno soltanto leggermente superiori alle medie stagionali.

La tregua non sarà, però, uniforme.

Roma continuerà a distinguersi per valori molto elevati, con massime previste ancora intorno ai 36-37°C.

Da giovedì torna la Heat Dome

Il cambio di passo è atteso da giovedì.

La Heat Dome, ovvero una cupola di calore capace di spingere l’aria rovente verso il suolo, tornerà a espandersi sull’Italia e su una parte ampia del continente europeo.

Il caldo anomalo non riguarderà, quindi, soltanto la Penisola.

La cappa subtropicale raggiungerà anche Germania, Svizzera, Francia e Austria.

In Italia, entro il fine settimana, le temperature potranno arrivare fino a 8°C oltre la media del periodo.

Milano verso 36°C, possibile record per settembre

La nuova ondata colpirà con forza anche le regioni settentrionali.

A Milano vengono indicati possibili picchi di 36°C.

Se il valore fosse confermato, rappresenterebbe un nuovo record storico per il mese di settembre.

La nuova fase calda avrà, quindi, caratteristiche diverse rispetto alle precedenti, perché l’anomalia non resterà confinata soprattutto al Centro-Sud ma interesserà in modo marcato anche il Nord.

L’autunno astronomico resta lontano

La prospettiva indicata dagli esperti di IlMeteo.it è quella di un’estate ancora pienamente attiva per buona parte di settembre.

Lorenzo Tedici afferma: “L’Autunno inizierà ufficialmente mercoledì 23 settembre; fino ad allora, non ci resta che stringere i denti e sperare che le notti (che diventeranno fisicamente sempre più lunghe) riescano a disperdere un po’ di questo calore infinito, regalandoci finalmente una parvenza di vivibilità”.