Agenti aggrediti, un cancello usato contro una poliziotta, telecamere distrutte e una protesta che dal reparto di Alta Sicurezza si allarga alle sezioni dei detenuti comuni. È una nuova giornata di forte tensione nel carcere di Cavadonna, a Siracusa.

A riferire dell’episodio è l’OSAPP, attraverso il segretario provinciale Giuseppe Argentino ed il rappresentate sindacale Sommariva. La ricostruzione del sindacato descrive una situazione nuovamente degenerata all’interno dell’istituto, già teatro nelle ultime settimane di rivolte, incendi, scontri e aggressioni al personale.

La rivolta nel Blocco 25

La protesta è partita dal Blocco 25, reparto di Alta Sicurezza. Secondo l’OSAPP, alcuni detenuti avrebbero forzato i blocchi e raggiunto il reparto accettazione.  La rabbia sarebbe esplosa per il divieto di inserire beni deperibili nei pacchi consegnati dai familiari ai detenuti.

È in questa fase che si sarebbero verificati gli episodi più gravi. Un agente di Polizia Penitenziaria sarebbe stato colpito con violenti pugni al volto. Un’altra agente sarebbe stata invece travolta da un cancello di sbarramento che i detenuti le avrebbero spinto contro mentre tentava di chiuderlo. Nel corso della protesta sarebbero state inoltre divelte e distrutte le telecamere di videosorveglianza.

La protesta si allarga ai detenuti comuni

La mobilitazione non sarebbe rimasta confinata al Blocco 25. Nelle ultime ore anche i detenuti comuni si sarebbero uniti alla protesta, iniziando a battere con forza le gavette contro le inferriate delle celle. Nel Blocco 25, intanto, alcuni detenuti sarebbero parzialmente rientrati nella sezione senza però fare ritorno nelle celle. Secondo il sindacato, il reparto sarebbe quindi rimasto occupato.

La trattativa avviata dalla direzione con i detenuti, riferisce ancora l’OSAPP, sarebbe fallita. Per la gestione dell’emergenza è atteso l’intervento del G.I.O., il Gruppo di Intervento Operativo della Polizia Penitenziaria, mentre sarebbe stato richiamato in servizio il personale disponibile.

Settimane di rivolte e aggressioni

Il nuovo episodio arriva dopo settimane particolarmente difficili per il carcere siracusano. Cavadonna è stato teatro di una serie ravvicinata di episodi di forte tensione: rivolte, incendi, scontri tra detenuti, occupazioni di reparti e aggressioni agli agenti. Nei giorni scorsi una protesta aveva portato alcuni detenuti sui tetti dell’istituto, con lanci di oggetti contro il personale e diversi poliziotti penitenziari feriti.

In precedenza era stato occupato per ore anche un reparto dell’istituto, con danni all’infermeria e un agente ferito. Episodi che hanno alimentato l’allarme delle organizzazioni sindacali sulla sicurezza della struttura.

Il sindacato: “Situazione fuori controllo”

Per l’OSAPP la situazione è “fuori controllo” e chiede un intervento immediato delle istituzioni. “Il collasso della sicurezza nella struttura siracusana è ormai totale e investe l’intero istituto”, sostengono Argentino e Sommariva, chiedendo un intervento di DAP, PRAP, Prefetto e Magistratura.

“La trattativa intavolata dal Direttore è ufficialmente fallita”, riferisce ancora l’OSAPP. Resta ora da definire l’esatto bilancio dell’episodio, a partire dalle condizioni degli agenti coinvolti e dall’entità dei danni provocati. La situazione all’interno del carcere rimane comunque di forte tensione, mentre Cavadonna si trova ancora una volta al centro dell’emergenza sicurezza nelle carceri siciliane.