Centotré giorni. Tanti ne sono passati dal 24 maggio, e in mezzo, secondo iLMeteo.it, c’è stata un’unica lunghissima ondata di calore.
Adesso la sesta ondata africana della stagione è arrivata, ma stavolta accompagnata da una possibilità che i meteorologi maneggiano con prudenza: potrebbe essere l’ultima.
Cinque giorni da stringere i denti
Prima del cambio, però, si passa dalla parte peggiore.
La bolla rovente in espansione da Marocco, Algeria e Tunisia continuerà a soffocare l’Italia e parte dell’Europa meridionale fino a martedì compreso.
I picchi attesi sono di quelli che per settembre non si vedono spesso. Trentasei gradi a Milano, trentasette a Roma, punte fino a trentotto nel Foggiano.
Giorno per giorno
Il fine settimana è tutto all’insegna del sole e del caldo in aumento.
Oggi, venerdì 4 settembre, sole al Nord con caldo in crescita, cielo soleggiato e temperature in salita al Centro, sole al Sud con qualche rara pioggia sui monti calabresi.
Domani, sabato 5 settembre, caldo ancora in aumento al Nord, sole prevalente e caldo al Centro, sole e temperature più alte al Sud.
Domenica 6 settembre il quadro non cambia: soleggiato e caldo al Nord, sole prevalente e caldo al Centro, soleggiato al Sud.
Poi l’anticiclone africano regge fino a martedì 8 settembre. E da lì cambia tutto.
Il crollo di dieci gradi
La svolta arriva da metà della prossima settimana, quando lo scenario europeo si riorganizza.
Lo spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it: dopo mesi di dominio subtropicale, la porta si chiude all’alta pressione africana e si riapre alle correnti nord atlantiche.
Le massime scenderanno su valori compresi fra i ventisette e i ventinove gradi da Nord a Sud, con alternanza di sole, piogge e venti freschi.
Fatto il conto, significa un calo di sette-nove gradi a Milano, di otto-dieci a Roma e fino a undici nel Foggiano. Una configurazione che, sempre secondo iLMeteo.it, non si vedeva da metà maggio.
Il conto che presenterà il mare
Qui, però, arriva la parte che conviene leggere prima di esultare.
Il Mediterraneo misura ancora ventotto gradi in Italia e trenta in Spagna. Sono valori che, incrociati con l’aria fresca in arrivo dall’Atlantico, rendono quasi inevitabili nubifragi e piogge alluvionali.
Il ragionamento del meteorologo va oltre le prossime settimane. Secondo Tedici, almeno fino all’inizio di dicembre ogni fase violenta di maltempo autunnale sarà l’effetto diretto dell’estate rovente appena trascorsa.
Detto altrimenti: il calore accumulato in questi mesi non sparisce con il primo fronte atlantico. Cambia forma.
Perché il sollievo è agrodolce
C’è, infine, la parte in cui iLMeteo.it esce dalle previsioni ed entra nella lettura climatica.
Nel commento diffuso dalla società, vedere finalmente mappe con temperature sotto la media lascia una sensazione doppia. Da un lato il sollievo per il ritorno alla vivibilità. Dall’altro la considerazione che estati simili sarebbero potute essere la norma se il clima mediterraneo e globale non fosse stato compromesso.
Le cause indicate sono due: la combustione di fossili e un’urbanizzazione fatta di asfalto e cemento, che secondo la società hanno prodotto un riscaldamento globale di portata storica.
L’avvertimento finale riguarda proprio il momento in cui torneranno pioggia e temperature sotto i trenta gradi. È quello, secondo i meteorologi, il momento in cui il tema del riscaldamento globale rischia di uscire (ancora una volta) dalla discussione pubblica.






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