È una Palermo che si prepara al ritorno sui banchi quella che, in queste ore, sta vivendo un acceso dibattito politico e sociale. Mentre le temperature ancora elevate e le criticità strutturali spingono le opposizioni in Consiglio comunale a chiedere a gran voce un posticipo dell’avvio dell’anno scolastico per tutelare la salute di studenti e personale, emerge una realtà che va in controtendenza. L’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino, nel cuore del CEP, ha deciso di fare da apripista: la campanella suonerà l’8 settembre, con ben sette giorni di anticipo rispetto al calendario regionale.

La richiesta di rinvio: le preoccupazioni del Consiglio

Nei giorni scorsi, la voce delle opposizioni in Consiglio comunale si è levata compatta. Il timore, espresso con forza dalla capogruppo della Lega, Sabrina Figuccia, è che le condizioni climatiche attuali, caratterizzate da un caldo anomalo, unito alla mancanza di sistemi di climatizzazione adeguati in molti plessi, possano rendere le aule inospitali, se non pericolose. Una preoccupazione che riflette il disagio di molte famiglie palermitane, preoccupate di mandare i propri figli in ambienti che rischiano di compromettere la sicurezza e la regolarità delle lezioni. “La tutela della salute deve essere la priorità”, hanno tuonato dai banchi della minoranza, invocando prudenza e buonsenso.

Il controcanto della “Saladino”: un inizio all’insegna della memoria

Nonostante il clima di incertezza generale, l’I.C. Giuliana Saladino sceglie di accelerare. Il dirigente scolastico Giusto Catania ha confermato per l’8 settembre l’avvio delle lezioni, un segnale che suona come una sfida al degrado e alla rassegnazione. Non si tratta solo di una scelta organizzativa, ma di un atto politico e sociale profondo. La giornata inaugurale sarà dedicata alla memoria di Rosalba Alù, storica preside della scuola media Cocchiara, figura chiave per il quartiere CEP, alla quale verrà intitolata la rinnovata reception dell’istituto.

Un progetto che guarda al futuro (e a Gaza)

L’anticipo della Saladino non è solo una questione di date, ma di contenuti. Alle 10.00, nella sala teatro, verrà proiettato un videomessaggio inviato dagli studenti di Gaza, un gesto che lega il CEP alle tensioni internazionali, attraverso il sostegno economico al progetto “Tende educative”. Un istituto, quello della Saladino, che si conferma presidio di legalità e impegno, dove il diritto allo studio viene declinato non solo come apprendimento nozionistico, ma come educazione alla cittadinanza globale.

Mentre la politica cittadina si interroga sui ritardi, sulle partecipate e sulle polemiche da “gettonificio”, c’è chi, come la Saladino, ha già deciso di accendere i motori. Una scommessa coraggiosa, quella dell’istituto del CEP, che dimostra come, anche in un territorio dalle mille complessità sociali ed educative, la scuola possa essere il primo baluardo per costruire il futuro. Resta da vedere se questa scelta diventerà un modello virtuoso o se il resto delle scuole cittadine seguirà, invece, la linea della prudenza chiesta dalle opposizioni.