Il Campus di Ematologia Franco e Piera Cutino ha aperto le sue porte ai giornalisti per raccontare da vicino una realtà che, ogni anno, segue 1.450 pazienti, garantisce oltre 6.000 trasfusioni e rappresenta uno dei principali centri italiani per la cura della talassemia e delle malattie ematologiche rare. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Franco e Piera Cutino, anticipa la Giornata internazionale dei lasciti solidali, in programma il 13 settembre, occasione scelta per riflettere sul valore sociale del testamento solidale.
Il testamento solidale
Secondo l’Osservatorio sul testamento solidale, nel 2026 il 78% degli italiani dichiara di conoscere questa possibilità, con una percentuale che sale al 94% tra gli over 70. Cresce anche l’orientamento a prendere in considerazione un lascito: il 21% degli intervistati lo ritiene oggi una scelta possibile, contro il 9% del 2018. Rimane stabile, invece, la quota di chi ha già predisposto un lascito, ferma al 2%. Numeri che confermano una maggiore sensibilità, ma anche la necessità di informare e accompagnare le persone in un percorso consapevole.
Durante la visita, il professore Aurelio Maggio, Presidente della Fondazione e direttore dell’Unità di ricerca Piera Cutino, ha sottolineato come il lascito solidale rappresenti “un gesto di responsabilità civile che sostiene la salute e il bene comune”. L’obiettivo della Fondazione è duplice: migliorare la qualità della vita dei pazienti talassemici e continuare a investire nella ricerca per arrivare a una cura definitiva. “Il valore di un lascito è inestimabile – ha detto Maggio – perché aiuta chi soffre e conserva la memoria di chi dona”.
Fiorello Testimonial storico
Quello di ieri è il terzo appuntamento dedicato ai lasciti solidali, dopo gli incontri con notai e commercialisti, professioni centrali nell’accompagnare le scelte patrimoniali. A sostenere la campagna è anche Rosario Fiorello, testimonial storico della Fondazione, che nelle grafiche invita con una domanda diretta: “Vuoi davvero cambiare la storia?” E risponde: “Cambia la storia di chi soffre di talassemia”.
Il Campus Cutino
Il Campus Cutino, costruito interamente con fondi privati e poi donato alla sanità pubblica, si estende su 4.500 metri quadrati e comprende aree cliniche, Day Hospital, sale trasfusionali, spazi pediatrici, la ludoteca, la struttura di accoglienza CasAmica con 54 posti letto e un Centro di Formazione dedicato ai professionisti sanitari. In Italia le persone affette da talassemia sono oltre 7.000, mentre i portatori sani sono circa 3 milioni, spesso inconsapevoli della propria condizione: da qui l’impegno della Fondazione nella prevenzione, nella diagnosi prenatale e nella divulgazione scientifica.
La giornata si è conclusa al Club Telimar con un confronto tra giornalisti, medici e rappresentanti della Fondazione sul ruolo dell’informazione nella diffusione della conoscenza sulle malattie ematologiche rare. Un dialogo che conferma come Palermo, grazie al Campus Cutino, sia oggi uno dei poli più avanzati nella ricerca e nella cura della talassemia.






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