Cinquantuno lavoratori in nero, sanzioni per 582 mila euro, quattro persone denunciate alla Procura. È il bilancio dei controlli estivi della Guardia di Finanza di Siracusa, condotti da giugno su bar, ristoranti, stabilimenti balneari, discoteche, campeggi e noleggi, i settori che reggono l’economia turistica della provincia.

Irregolarità per l’80% delle ispezioni

Su 26 interventi eseguiti, 21 hanno rilevato irregolarità: quasi l’80%. Un dato alto, che la stessa Guardia di Finanza precisa non essere rappresentativo di un’illegalità diffusa sul territorio, ma il risultato di controlli mirati, indirizzati verso attività già segnalate da analisi di rischio e osservazioni precedenti. In altre parole: i controlli non sono stati a campione casuale, e questo va tenuto presente nel leggere la percentuale.

Lavoro nero e impiego di minori

Tra le violazioni più gravi, l’impiego di cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno, del tutto in nero. Poi un lavoratore minorenne, per cui restano da verificare il rispetto delle tutele di legge e degli obblighi scolastici. E un meccanismo di pagamento irregolare riscontrato in più casi: buste paga regolari consegnate sulla carta, ma retribuzioni effettive più basse e liquidate in contanti, in violazione delle norme sulla tracciabilità degli stipendi.

Percettore di Adi come impiegato

Rilevato anche un caso di un lavoratore in nero che risultava percettore dell’Assegno di Inclusione, la misura di sostegno al reddito: la posizione è stata segnalata alle autorità competenti per la revoca del beneficio e il recupero delle somme percepite. Gli esiti degli accertamenti sono stati trasmessi anche a Inps e Inail.

Il peso delle attività turistiche nell’economia locale

Il contesto in cui si inseriscono questi numeri è quello di un’economia locale in cui la stagione estiva pesa in modo significativo sul Pil provinciale, concentrando gran parte del fatturato annuo dei settori legati al turismo. Il lavoro nero, in questo scenario, non è solo una violazione delle norme sul lavoro: incide sulla concorrenza tra imprese, penalizzando chi opera nel rispetto delle regole rispetto a chi abbatte i costi attraverso l’illegalità.