Un miliardo e 750 milioni di euro in Sicilia entro il 2032. È la cifra che Edison mette sul piatto per l’isola, a cui si sommano i 200 milioni già spesi negli ultimi cinque anni. Il totale sfiora i due miliardi. Al centro del piano ci sono le rinnovabili e gli impianti di accumulo, con l’efficienza energetica delle piccole imprese come secondo fronte. Lo riporta Il Sole 24 Ore.
Il progetto più grande è a Villarosa
Il singolo intervento di maggiore dimensione vale circa 700 milioni e si trova in provincia di Caltanissetta.
Si tratta di un impianto di pompaggio da 290 MW. Il sistema utilizzerà un bacino già esistente e un secondo invaso a monte, dando vita a un circuito chiuso di accumulo.
La Commissione europea lo ha inserito tra i Progetti di interesse comune.
Secondo le stime della società, l’opera consentirà anche il recupero di 8 milioni di metri cubi di capacità idrica.
Perché il pompaggio interessa più delle batterie
Sui vantaggi di questa tecnologia si è espresso Nicola Monti, AD di Edison. “Il vantaggio del pompaggio è duplice”, ha dichiarato.
Il primo aspetto riguarda la durata: un impianto di questo tipo permette di accumulare energia per un numero di ore superiore rispetto alle batterie.
Il secondo riguarda la ricaduta territoriale. Una quota maggiore dell’investimento resta sul territorio, perché si traduce in opere civili ed elettromeccaniche.
C’è poi un terzo elemento, che per la Sicilia pesa in modo particolare: “Si dà anche un contributo all’aumento della capacità di accumulo idrico”.
Quanti megawatt ha già Edison sull’isola
Il portafoglio attuale supera i 200 MW da fonti rinnovabili.
Altri 200 MW sono in fase di sviluppo, divisi tra fotovoltaico ed eolico.
Nei prossimi mesi è atteso l’impianto fotovoltaico di Pozzillo.
Quanto può crescere
Sui numeri futuri l’azienda indica un percorso in tre tappe.
La pipeline comprende, nelle parole di Monti, “400-500 MW di progetti in fase autorizzativa”.
Entro la fine dell’anno la potenza operativa dovrebbe attestarsi intorno ai 400 MW.
Nell’arco di cinque anni, secondo le previsioni, quel valore potrebbe raddoppiare.
L’eolico galleggiante al largo di Pozzallo
Il progetto con l’orizzonte più lontano riguarda il mare della provincia di Ragusa.
Si tratta di un parco eolico offshore galleggiante al largo di Pozzallo, per un investimento stimato in 1,5 miliardi.
L’iter è ancora in fase autorizzativa.
Il secondo fronte: le imprese siciliane
Accanto alla produzione di energia c’è un mercato che Edison considera ancora da conquistare.
Il tessuto produttivo siciliano è composto per il 96,2 per cento da microimprese.
Le micro e medie imprese assorbono oltre la metà dei consumi elettrici non domestici della regione. Secondo un’analisi dell’Università di Palermo condotta su 28.527 aziende, si tratta di 5.805 gigawattora, pari al 54 per cento del totale.
Nell’industria la concentrazione è ancora più marcata: oltre il 97 per cento delle imprese ha meno di 50 addetti.
Il dato che apre lo spazio di mercato
C’è uno scarto tra i consumi e gli interventi realizzati.
Poco più del 35 per cento di quelle imprese ha investito in efficienza energetica.
Gli investimenti regionali nel 2025 sono stimati in 210 milioni di euro, con una crescita del 50 per cento rispetto al 2021.
Le proiezioni al 2030 indicano due scenari. Nel primo, tendenziale, si arriva a 300 milioni. Nel secondo, coerente con gli obiettivi europei, a 400 milioni.
Per le sole imprese sotto i 50 addetti la stima si colloca tra 76 e 100 milioni.
Il modello del partenariato pubblico-privato
L’ultimo capitolo riguarda il rapporto con le amministrazioni.
Secondo Monti, lo schema funziona a una condizione: che il pubblico individui le priorità e affidi ai privati la progettazione, la realizzazione e la gestione.
Sono gli ambiti nei quali, sostiene, il settore privato dispone di maggiore capacità.






Commenta con Facebook