di Manuela Zanni
Un “giovanotto” di 81 anni ha fatto piangere, ridere, ballare e cantare a squarciagola il pubblico accorso al Teatro Verdura di Palermo per omaggiare non solo l’artista dal talento mai scalfito dal passare del tempo ma anche, e soprattutto, l’uomo che ha fatto della gioia di vivere il suo elisir di eterna giovinezza.
Così tra aneddoti e ricordi per più di due ore consecutive, l’artista bolognese ha intrattenuto i suoi fan di tutte le età cantando i classici degli esordi, da ”Fatti mandare dalla mamma” a “C’era un ragazzo nel paese di tarantola” (da cui prende il nome il tour), fino ai successi più recenti come “Apri tutte le porte”, brano scritto da Jovanotti e cantato insieme a lui a Sanremo nel 2022 con cui è arrivato sul podio, fino a “Hit Parade”, il singolo cantato con Alessandra Amoroso nell’estate appena trascorsa.
Nel pubblico “ragazzi e ragazze” di tutte le età e generazioni che hanno conosciuto il successo di Morandi in prima persona, ma anche tramite i ricordi dei nonni e dei genitori. A tenere le fila di tutto e tutti l’eterno ragazzo che si è confermato uno showman perfetto nel suo completo bianco, nonostante le (finte) dimenticanze e i (finti) acciacchi.
L’amore per Palermo e l’anima social di Morandi
Dopo l’esordio con “C’era un ragazzo” non sono mancati gli elogi alla città di Palermo e l’auspicio per la nuova stagione della squadra di calcio. “Conosco Palermo e amo la sua energia, grazie per essermi venuti a salutare in questo splendido Teatro di Verdura” ha detto cominciando il caloroso dialogo con il pubblico che è durato fino alla fine del concerto quando, mostrando grande dimestichezza con i social, prima ha invitato tutti a seguire la diretta sul suo profilo Instagram e poi ha chiuso con un selfie che ha immediatamente postato sulla pagina Facebook. “Oggi sono andato a fare un giro per Palermo, era pieno di turisti, di gente, un movimento pazzesco in via Roma. Mi piace Palermo per la sua forza e vitalità”, ha aggiunto.
Il commovente omaggio a Lucio Dalla e i grandi duetti
Ad incorniciare le sue parole sullo sfondo del maxi schermo le immagini in bianco e nero sembrano uscire da un vecchio televisore che manda il ricordo indimenticabile di Lucio Dalla, ritratto con la maglietta con scritto “Il nano di Bologna” in occasione di una simpatica sfida tra i due cantanti che da sempre hanno vissuto la “rivalità” con sano spirito di competizione. Non poteva mancare l’omaggio di Morandi a Dalla con “Futura”, “Piazza Grande” e “Vita”, tutte magistralmente arrangiate dai componenti della sua eccezionale band che Gianni ha più volte ringraziato durante la serata insieme alle voci di Roberto Tiranti, Alessandra Chiodini, Silvia Olari, Paola Zadra e Camilla Rolando.
E poi ancora prosegue il viaggio a spasso nel tempo con “Non son degno di te”, “Uno su mille” e “Grazie perché” (indimenticabile duetto con Amii Stewart nell’83, qui altrettanto efficace con una delle sue coriste).
Riflessioni sulla vita e l’amicizia con Mina
Non solo musica e ricordi, ma anche una profonda e intensa riflessione sulla vita quella dell’artista bolognese quando ha detto rivolgendosi al suo pubblico: “Mi hanno battezzato ‘eterno ragazzo’ ma so di non essere eterno. Nessuno lo è. Ma possiamo vivere il presente con la speranza e la voglia di sorprendersi ancora. Questo è ciò che alla fine ci tiene in vita”.
Dopo la serietà un po’ di allegria non guasta certo e così via a tutti i successi più ballabili che hanno fatto scatenare i giovani di oggi e di ieri, facendoli alzare in piedi ad acclamare il loro beniamino. In ricordo della sua cotta per Mina, una freschissima “Tintarella di Luna” cantata amabilmente dalle due coriste: “Quando chiesi a Mina se potessi cantare la sua canzone lei mi disse ‘Ma canta quello che ti pare!’ Non avrei mai immaginato che saremmo diventati grandi amici e che avremmo cantato insieme”, racconta l’artista con emozione.
Un finale sotto il segno dell’emozione e dell’energia
Il finale è una full immersion negli anni ’60 che culmina con “Scende la pioggia”, canzone che ha rischiato di essere profetica date alcune previsioni meteo che, pur essendo state smentite, di certo non avrebbero arrestato la voglia dei fan di ascoltare il concerto fino alla fine. In realtà a scendere sono state le lacrime che hanno rigato il viso di Gianni, idolo di tutte le generazioni come recita uno striscione dagli spalti.
In chiusura “Banane e lampone” fa ballare proprio tutti sotto la carica e l’energia contagiose di un ragazzo che, sebbene non sia eterno, lo sarà certamente grazie alla sua musica.






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