Matteo Salvini rimette il suo ruolo nelle mani del partito. Dal palco di Pontida il segretario della Lega ha annunciato che proporrà un congresso straordinario a ottobre e che chiederà la fiducia con un voto per alzata di mano. Il primo passaggio è domani, quando si riunirà il consiglio federale.
Cosa succede lunedì e cosa a ottobre
“Domani convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò a ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega e per decidere insieme e marciare compatti”, ha detto Salvini. Il consiglio federale si terrà a Milano ed è l’organo che dovrà approvare la convocazione.
Sul significato dell’appuntamento il segretario non ha lasciato margini: “Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alzata di mano, sono disposto ad offrire la mia vita per i miei figli e per voi”.
Ai militanti ha rivolto un appello all’unità: “Non meritate che ci siano divisioni, non voglio divisioni, voglio unità, serenità, determinazioni, idee chiare e compattezza”. E ha aggiunto: “Se ho la vostra fiducia e il vostro sostegno, continuerò a mettere la mia passione per una Lega forte, unita e vincente”.
Poi l’avvertimento a chi dovesse riaprire le tensioni dopo il voto: “E la prima voce fuori posto, non farà un torto a me ma danneggia la voce dei militanti in tutta Italia e poi dovrà spiegare non a me ma a voi perché continua a fare regali alla sinistra”.
Quali proposte ha portato sul palco
Salvini ha chiesto ai militanti il mandato per una misura da discutere con gli alleati di governo: “Chiedo il vostro mandato per portare sul tavolo degli alleati 10mila militari armati e addestrati a portare sicurezza nelle nostre città. Si può fare subito”.
Un secondo punto riguarda la legittima difesa. Il segretario ne ha chiesto l’estensione partendo dal caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato e detenuto: “Il mio pensiero va a un lavoratore italiano che in questa domenica non è a casa, ma in un carcere”. La proposta è “estendere il concetto di legittima difesa: chiunque aggredisca a mano armata deve sapere che la sua vita è a rischio”.
Sul voto a Milano, Salvini ha già indicato la candidata: “Da milanese spero dall’anno prossimo di essere amministrato da un sindaco che conosce la sua città quartiere per quartiere, strada per strada, casa popolare per casa popolare. E questo sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone“.
Lo scontro con la stampa
Una parte dell’intervento ha riguardato le cronache sulla partecipazione al raduno. Salvini ha contestato un articolo del Foglio: “C’è qua qualche giornalista a inventare e screditare”, scrivono che “il pratone è vuoto, che Pontida è vuota. Guardate come è vuota Pontida e fatevi sentire da questi servi di regime che odiano la libertà”.
Poi ha citato il termine usato nel pezzo per definire i partecipanti: “In questo articolo ancor più surreale viene usata una parola per definire voi: ‘mercenari'”. Rivolgendosi ai giornalisti ha aggiunto: “Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida, quando parlate di libertà, di un terreno sacro che ci sarà sicuramente molto più a lungo delle vostre testate che rispondono al padrone di turno. Non dovete avere paura se scrivete queste infamie, perché il popolo di Pontida è pacifico, ma fossi in voi proverei tanta vergogna”.
La chiusura è tornata sul tema dell’unità: “Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai”. E, sull’autonomia del partito: “La Lega non ha padroni e non è in vendita”.






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