Dopo la polemica, lo scontro, l’occupazione della Commissione Bilancio con i sacchi a pelo, oggi in conferenza dei capigruppo è stata trovata la quadra. Controcorrente avrà un deputato in Commissione Bilancio.

La lettera di Galvagno e il no dei 5 stelle

Per fermare l’occupazione il Presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, aveva scritto una lettera a tutti i gruppi. L’intenzione era quella di procedere alla revisione delle Commissioni che si sarebbe dovuta fare a metà legislatura ma si sarebbe potuta fare anche adesso, a un anno dalla fine. Ma la strada scelta non è stata questa.

In assenza di revisione delle cariche 8e delle presidenze) toccava all’opposizione fare spazio al Movimento di La Vardera. I posti sono divisi  per regolamento, in modo proporzionale alla rappresentanza fra maggioranza e opposizione. A stretto giro era arrivato il no dei 5 stelle ai quali La Vardera ha sottratto due deputati sui 4 che compongono il gruppo e che non intendeva rinunciare alla rappresentanza. Oggi il gesto di Cateno de Luca che trova la soluzione ma suona anche come uno schiaffo politico.

 Cateno De Luca si dimette per far spazio proprio all’ex compagno di partito

“Mi sono dimesso dalla Commissione Bilancio dell’ARS per dare spazio a Controcorrente, nonostante il tradimento che ho subito dal mio figlioccio Ismaele La Vardera che oggi chiede spazio. Ma che sia chiara una cosa: con me ‘cu’ ragghia’ non ‘cumanna’.” dice il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca.

“Questa mattina, durante la Conferenza dei capigruppo, il Presidente Galvagno era pronto a far votare in aula la nuova composizione delle commissioni. Alcuni gruppi si sono espressi in modo contrario e di conseguenza la struttura non poteva essere modificata. In quel contesto ho ribadito chiaramente la mia disponibilità a fare un passo indietro dalla Commissione Bilancio per concedere spazio a Controcorrente. E così ho fatto. Ci tengo tuttavia a precisare un punto fondamentale: Sud chiama Nord aveva due componenti in Commissione Bilancio perché alle ultime elezioni regionali ha ottenuto un consenso straordinario pari a 500 mila voti. Non sto compiendo questo gesto perché cedo a pressioni, ma per evitare inutili teatrini che i cittadini non capirebbero. I siciliani hanno bisogno che la politica si occupi di cose serie, a partire dai servizi essenziali”, racconta Cateno De Luca.

Una scelta di democrazia attiva

“Ognuno di noi dovrebbe rappresentare il voto popolare e avere un peso specifico commisurato ai consensi ricevuti alle urne, non in base a operazioni di palazzo volte a raccogliere parlamentari a destra e a sinistra, come ha fatto il mio figlioccio Ismaele La Vardera”, aggiunge il Leader di Sud chiama Nord. “Noi ci troviamo in una situazione paradossale, cioè lasciare il posto ai traditori che dopo averci tradito chiedono anche spazio. Ma io in questo momento vado oltre, perché penso solo al bene della nostra Regione, ignorando questi giochini di palazzo”, conclude Cateno De Luca.

La Vardera canta vittoria ma attacca il centrodestra

“Abbiamo vinto, saremo in commissione Bilancio” dice il leader di Controcorrente. “Si è superato l’impasse grazie alla proposta del gruppo Sud chiama nord che ha deciso di cedere uno dei suoi due componenti per consentire la rappresentanza a Controcorrente”.

“Ringraziamo dunque Sud chiama nord per la decisione che offre la possibilità a Controcorrente di poter incidere in commissione Bilancio” affermano i deputati regionali Ismaele La Vardera, José Marano, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo del gruppo parlamentare Controcorrente.

“Per noi oggi questa vittoria dimostra come la determinazione di Controcorrente ha ristabilito la democrazia in questo palazzo e che sul regolamento avevamo ragione. Vogliamo anche ringraziare il presidente Gaetano Galvagno che ha deciso di porre la questione in seno alla conferenza dei capigruppo. Nei prossimi giorni, assieme a Progetto Civico Italia, faremo una ‘contro-finanziaria’ dove metteremo nero su bianco le nostro proposte per la Sicilia”.

Resta il nodo Lega

Resta, però, un altro nodo, quello della rappresentanza della Lega che si trova nella medesima condizione in cui era Controcorrente ma non ha fatto barricate ne occupazioni. Una cosa che ammette anche lo stesso la Vardera: ” Nella capigruppo anche la Lega ha chiesto di poter partecipare, posizione che abbiamo condiviso avendo avuto rassicurazioni che troveranno all’interno della maggioranza una soluzione anche per loro”.

L’attacco alla maggioranza

Ma La Vardera non perde l’occasione per un  nuovo attacco: ” C’è però un fatto che va segnalato perché se la maggioranza non vuole rifare le commissioni è chiara la profonda spaccatura al suo interno. Dopo la capigruppo di questa mattina, abbiamo capito che il centrodestra è in pezzi. Il presidente voleva rimodulare tutte le commissioni applicando il regolamento, ma si è trovato contro la sua stessa maggioranza. Fratelli d’Italia, Dc e Forza Italia hanno detto no”.