Un gruppo di 10 famiglie ha presentato nei mesi scorsi un esposto alla Procura della Repubblica di Catania riguardante il funzionamento dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile del presidio “G. Rodolico” dell’A.O.U.P. Rodolico-San Marco di Catania.
Nell’atto, depositato tramite un legale del Foro etneo, l’avvocato Dario La Monaca, i genitori denunciano una serie di presunte anomalie organizzative che avrebbero riguardato la cura dei loro figli, minori in carico al reparto per patologie neuropsichiatriche di diversa gravità. Al momento si tratta di un esposto: sarà la Procura a valutare se vi siano elementi per aprire un fascicolo e accertare eventuali responsabilità penali.
Le accuse
Secondo quanto riportato nell’esposto, la continuità delle cure sarebbe stata più volte interrotta nei periodi di assenza dei medici di riferimento, con pazienti affidati a personale in formazione senza, secondo i firmatari, un’adeguata supervisione da parte di medici strutturati. In alcuni casi, sempre secondo la ricostruzione dei genitori, piani terapeutici e diari clinici risulterebbero firmati da specialisti che non avrebbero mai visitato direttamente i piccoli pazienti, basandosi su informazioni riferite da altri camici. Vengono lamentati anche reclami rimasti senza risposta o gestiti, a detta dei firmatari, dagli stessi sanitari oggetto delle segnalazioni, oltre a difficoltà nei contatti telefonici con il reparto.
I casi raccontati
L’esposto ripercorre diverse vicende individuali, che i firmatari indicano come esemplificative di un problema più ampio. Tra queste, il caso di una minore in terapia farmacologica delicata, per la quale sarebbe stata registrata una visita di controllo mai avvenuta; quello di un giovane paziente che, come si legge nell’atto, avrebbe più volte manifestato pensieri di natura suicidaria senza che ciò venisse annotato nella documentazione clinica; e quello di una relazione destinata all’INPS che, stando alla ricostruzione dei firmatari, conterrebbe dati anagrafici errati e ometterebbe una diagnosi rilevante, con il rischio di compromettere il riconoscimento dei benefici previsti. Altri episodi riguardano ritardi nella consegna di referti, lo smarrimento di campioni ematici.
Il conto delle famiglie
Complessivamente sono 10 i nuclei familiari firmatari dell’atto, per un totale di dodici minori coinvolti (in un caso si tratta di due fratelli, in un altro di due gemelle), oltre a un giovane ormai maggiorenne ma ancora seguito dal reparto. Le famiglie si sono riservate la costituzione di parte civile e hanno chiesto di essere informate nel caso in cui la Procura valuti l’archiviazione del procedimento.
La posizione dell’azienda
Contattata dalla redazione di BlogSicilia per un commento ed una replica sulla vicenda, la direzione del Policlinico ha comunicato di non voler rilasciare alcuna dichiarazione. Restano dunque da verificare, in sede giudiziaria, la fondatezza delle criticità segnalate dalle famiglie e le eventuali responsabilità, individuali o organizzative, che gli inquirenti riterranno di accertare.






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