La Corte dei Conti ha registrato il 14 settembre il decreto che approva l’Addendum al quadro economico-finanziario del nuovo ospedale di Siracusa. Un passaggio tecnico, ma decisivo: chiude, almeno sulla carta, l’iter finanziario di un’opera inseguita da decenni. Ad annunciarlo è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Con la registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto che approva l’Addendum per il nuovo ospedale di Siracusa possiamo finalmente entrare nella fase operativa”.

Il decreto del ministero della Salute integra il quadro economico per 172 milioni di euro, di cui 163,4 milioni di risorse statali e 8,6 milioni a carico della Regione. L’investimento complessivo sale così a oltre 400 milioni. Schifani chiede ora accelerazione: “Ci aspettiamo che il commissario straordinario completi senza ulteriori ritardi le ispezioni del terreno prescritte dalla soprintendenza e tutte le altre attività propedeutiche per effettuare gli espropri”. E incalza anche l’Asp: “Dovrà assicurare rapidamente le risorse di sua competenza, per consentire l’acquisizione delle aree nel più breve tempo possibile”.

Il balletto dei conti

La storia finanziaria dell’opera è stata un lungo tira e molla tra Stato e Regione. Il progetto iniziale prevedeva una spesa molto più contenuta, poi lievitata negli anni per il rincaro delle materie prime. Sul fondo base l’impianto è chiaro: lo Stato copre il 95%, la Regione il restante 5%, a cui si aggiungono di volta in volta le integrazioni per i rincari. Proprio su questi extra si è consumato il braccio di ferro: il senatore dem Antonio Nicita aveva sollevato dubbi su una possibile rinuncia della Regione a coprire la quota a carico dell’Asp, circa 47,8 milioni.

Anche i 172 milioni statali oggetto dell’Addendum registrato ora dalla Corte dei Conti erano, fino a pochi mesi fa, condizionati al riconoscimento del DEA di II livello per l’ospedale: senza quella classificazione il ministero della Salute non li avrebbe sbloccati. Un percorso a tappe, scandito da più annunci di svolta imminente che arriva, sulla carta, a un passaggio più solido: la registrazione contabile.

Il nodo del DEA di secondo livello

Oltre ai soldi, la partita si è giocata sul rango sanitario della struttura. Siracusa è tra i pochi capoluoghi italiani privi di un DEA di II livello, la classificazione che consente trauma center e rianimazione avanzata per le emergenze più complesse. Senza quel riconoscimento, il Ministero della Salute non avrebbe sbloccato i fondi statali. La Regione assicura che la rete ospedaliera inviata a Roma garantisce lo standard, nonostante le perplessità sollevate da alcuni sindaci del territorio, come Pippo Gianni di Priolo.

Come sarà il nuovo ospedale

La struttura sorgerà in contrada Tremilia, vicino allo svincolo della Siracusa-Catania. È prevista una capacità tra 425 e 430 posti letto, tutti in camere singole. Il progetto comprende 16 sale operatorie, 34 ambulatori specialistici, 2 Tac, 4 sale radiografiche, 4 ecografi, mammografia e risonanza magnetica. Sostituirà l’Umberto I, ospedale che risale agli anni Cinquanta: Siracusa resta oggi l’unico capoluogo siciliano ancora privo di una struttura ospedaliera nuova.

I tempi

Dopo la registrazione del decreto, la prossima tappa è il bando di gara integrato, che il commissario straordinario Guido Monteforte Specchi dovrebbe pubblicare tramite Invitalia entro novembre. Un termine che, va ricordato, aggiorna quello indicato in primavera, quando si parlava di bando entro giugno.

Le reazioni di Cannata e Gennuso

Sulla stessa linea il deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata, che rivendica il proprio ruolo nell’interlocuzione con i ministeri: “Adesso l’attenzione è rivolta alla gara d’appalto”. Anche il forzista Riccardo Gennuso saluta il passaggio, chiedendo però che la burocrazia non diventi un nuovo alibi: “Comprendo la necessità di completare tutte le verifiche, ma dobbiamo evitare che la burocrazia diventi un ulteriore ostacolo. Siracusa e provincia non possono più aspettare”.