Un’ondata di indignazione bipartisan sta travolgendo la politica siciliana dopo il grave atto di violenza di genere digitale che ha colpito la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, la messinese Matilde Siracusano. Al centro della bufera c’è il materiale multimediale manipolato che ha preso di mira l’esponente di Forza Italia, scatenando le durissime reazioni dei vertici istituzionali dell’Isola, a partire dal presidente della Regione Renato Schifani.

Tutto nasce da un post su Facebook nel quale Roberto Vannacci  pubblica un’immagine manipolata della sottosegretaria forzista, in pratica spogliandola della maglietta. Si tratta, in realtà di una scollatura ben più profonda di quella della foto originale circolata spesso online. Una immagine manipolata con l’intelligenza artificiale. Una polemica dalla quale Vannacci si difende sostenendo di aver preso quella foto da un blog.

Come troppo spesso accade i commenti sui social diventano subito aggressivi, misogini e sessisti.

La deputata ha già annunciato vie legali stigmatizzando l’uso distorto della tecnologia per fini di propaganda politica e la sessualizzazione della figura femminile nel dibattito pubblico. Un coro di condanna che ha visto scendere in campo i principali leader azzurri della Sicilia.

Schifani: “Da Vannacci parole e immagini violente, condanna senza se e senza ma”

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso una condanna netta e senza appelli nei confronti dell’accaduto, chiamando direttamente in causa il leader di Futuro Nazionale.

“Esprimo piena solidarietà e vicinanza a Matilde Siracusano per il grave e inaccettabile episodio che l’ha vista coinvolta. Le parole utilizzate da Roberto Vannacci, insieme alla manipolazione dell’immagine, sono espressione di un linguaggio violento e offensivo che va sempre condannato, senza se e senza ma. A Matilde, che conosco come donna e rappresentante delle istituzioni, va la mia solidarietà personale e istituzionale. Il rispetto della persona deve venire prima di ogni contrapposizione politica”.

Marcello Caruso: “È a tutti gli effetti violenza di genere per caccia ai like”

Ancora più duro l’intervento di Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, che parla apertamente di un attacco mirato alla dignità della donna prima ancora che della rappresentante politica.

“Un atto che è a tutti gli effetti violenza di genere, segno di un imbarbarimento inaccettabile della politica. Esprimo la più fraterna solidarietà e vicinanza, nella certezza che quanto accaduto potrà solo rafforzarne l’impegno. Fatti come questo confermano ancora una volta la necessità che il dibattito politico torni ad essere, prima di tutto, rispettoso delle persone, pur nella differenza di idee e opinioni, senza alcuno spazio per qualsiasi forma di violenza alla spasmodica ricerca di like e visibilità”.

Marco Falcone: “La dignità delle donne è imprescindibile nel confronto pubblico”

Il caso ha superato i confini regionali arrivando fino a Bruxelles, da dove è arrivata la presa di posizione ufficiale dell’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, vice capo delegazione degli azzurri nel Gruppo PPE al Parlamento europeo.

«Quanto accaduto a Matilde Siracusano merita una ferma presa di distanze. Il confronto politico può essere vivace e anche molto duro, ma deve sempre mantenere rispetto e correttezza, evitando di andare oltre. Esprimo piena solidarietà alla sottosegretaria Siracusano. Il rispetto per la dignità delle persone e in questo caso delle donne rimane per noi imprescindibile. È questo lo stile che dobbiamo continuare a difendere nel confronto pubblico».

Il dibattito si sposta ora sul piano normativo, con la politica isolana compatta nel chiedere regole più stringenti contro l’uso dell’intelligenza artificiale e dei deepfake come armi di denigrazione personale e di genere.