Il deposito cauzionale è comparso nelle bollette della nuova gestione e, a Siracusa, la domanda che interessa migliaia di utenti è molto più semplice: che fine hanno fatto i soldi versati a Siam e come si possono recuperare? Sul tema, mentre la politica incalza e il passaggio ad Aretusacque continua a produrre chiarimenti, le due società hanno fornito indicazioni che è utile mettere in ordine.

Che cos’è il deposito cauzionale

Il deposito cauzionale non è un costo per l’acqua consumata e non è una nuova tariffa. È una somma versata dall’utente come garanzia degli obblighi contrattuali, prevista dalla regolazione nazionale del servizio idrico. La somma resta di proprietà dell’utente e, alla restituzione, deve essere maggiorata degli interessi previsti.

Il deposito serve a coprire, almeno in parte, il rischio di mancati pagamenti, evitando che i costi della morosità ricadano sulla generalità degli utenti.

Come funziona con Aretusacque

Aretusacque, subentrata a Siam il 25 giugno 2026, ha chiarito che il deposito previsto nelle nuove fatture viene calcolato sulla base dei consumi storici, entro il limite massimo di tre mensilità. L’importo viene addebitato in tre rate e aggiornato annualmente.

Non tutti sono tenuti a versarlo: la regolazione prevede, tra le altre, l’esenzione per i beneficiari del bonus sociale idrico e per chi attiva la domiciliazione bancaria o postale delle bollette.

Il vecchio deposito versato a Siam

Il passaggio di gestione apre però il capitolo dei depositi già pagati. Aretusacque spiega che, con la cessazione dei precedenti contratti, gli utenti che avevano versato un deposito a Siam possono verificarne la restituzione, comprensiva degli interessi maturati, nella fattura di chiusura emessa dal precedente gestore.

Per chi aveva la domiciliazione bancaria con Siam, Aretusacque precisa che occorre sottoscrivere un nuovo mandato con il nuovo gestore. Anche in questo caso il deposito versato in precedenza deve essere restituito.

Siam: rimborsi già in corso

Siam sostiene di aver avviato le procedure di restituzione già a luglio e comunica che i rimborsi sono tuttora in corso. Prima dell’accredito, però, la società effettua le verifiche sulla posizione dell’utente, per accertare l’assenza di morosità o altre pendenze.

Dove le indicazioni non coincidono

È questo il punto che richiede attenzione. Aretusacque indica nella fattura di chiusura il riferimento per verificare la restituzione del deposito; Siam invita invece l’utente che ne ha diritto a presentare una richiesta scritta e a fornire l’Iban necessario per l’accredito.

Siam spiega di non disporre delle coordinate bancarie degli utenti. Per questo, secondo la società, la richiesta è necessaria per completare la procedura di rimborso, una volta verificata la regolarità della posizione.

Cosa deve fare chi aspetta il rimborso

L’utente che ha versato un deposito a Siam può quindi controllare la fattura di chiusura e, se la somma risulta contabilizzata, presentare la richiesta alla società. La domanda può essere inviata a utenza@siamspa.it oppure consegnata agli uffici di viale Santa Panagia 141/E. Il nuovo deposito richiesto da Aretusacque e quello versato durante la gestione Siam sono due somme distinte, legate a due differenti rapporti contrattuali.

La questione resta aperta

La restituzione dei vecchi depositi è uno degli aspetti della transizione tra i due gestori che continua ad alimentare il confronto politico a Siracusa. Il punto, per gli utenti, è soprattutto capire se il proprio deposito sia già stato restituito, se sia ancora da liquidare e quale passaggio sia necessario per ottenere l’accredito. Le due società concordano sulla restituzione delle somme spettanti. Le indicazioni differiscono invece sulle modalità pratiche attraverso cui l’utente arriva al rimborso.

Cavallaro (FdI): “Controlli su Siam”

Il tema è ormai diventato uno dei fronti caldi del dibattito sul servizio idrico siracusano. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Paolo Cavallaro, ha scelto un approccio centrato soprattutto sulla ricostruzione dei rapporti tra vecchia e nuova gestione.

Cavallaro non sostiene che il deposito sia automaticamente illegittimo: richiama la disciplina Arera che ne consente l’applicazione e chiede invece di verificare come siano stati trattati i depositi già versati a Siam. Per questo ha presentato una richiesta di accesso agli atti al Comune, trasmessa per conoscenza anche ad Ati e Aretusacque, chiedendo tra l’altro dati sulle somme eventualmente rimaste nella disponibilità di Siam, sugli atti relativi al nuovo deposito e sul trattamento degli utenti che avevano già la domiciliazione bancaria.

M5S: “Annullare le bollette”

Di segno più netto l’intervento del referente territoriale M5S, Giuseppe Mirabella, che contesta la scelta di chiedere il deposito proprio nelle prime bollette della nuova gestione. Mirabella parla di una spesa aggiuntiva che quantifica mediamente in circa 300 euro per famiglia e collega la richiesta ai disservizi e alle interruzioni del servizio idrico registrati negli ultimi mesi.

Il M5S chiede quindi ad Aretusacque di annullare le bollette contenenti il deposito, oltre a sollecitare interventi sui disservizi e un cronoprogramma degli investimenti. Nel mirino finiscono anche il Comitato di sorveglianza e l’Assemblea territoriale idrica