“La Sicilia ha tutte le carte per essere protagonista della nuova economia dell’energia. La transizione ecologica non deve essere vissuta come un costo o un obbligo, ma trasformata in una leva di sviluppo: più innovazione, più investimenti, imprese più competitive e nuove opportunità di lavoro qualificato”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive Edmondo Tamajo, intervenendo oggi a Catania all’incontro “Idrogeno per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile in Sicilia”, quinta tappa del tour “H2InComune”, promosso da H2IT e RENAEL. L’appuntamento si svolge al Centro fieristico Misterbianco nell’ambito di HeySun 2026 e mette a confronto istituzioni, imprese, università e centri di ricerca sulle prospettive dell’idrogeno.
Idrogeno e nuove tecnologie energetiche
“Quando parliamo di idrogeno e di nuove tecnologie energetiche – sottolinea Tamajo – parliamo anche di politica industriale. La vera sfida è portare innovazione dentro le nostre aziende e creare in Sicilia filiere ad alto valore aggiunto. Abbiamo competenze, università, ricerca e un tessuto imprenditoriale che vuole crescere: dobbiamo riuscire a mettere insieme queste energie e trasformarle in sviluppo”.
Per Tamajo, la posizione della Sicilia nel Mediterraneo può rappresentare un vantaggio nella trasformazione in corso.
“La nostra Isola non può limitarsi a essere un luogo di passaggio dell’energia. Dobbiamo puntare a essere il luogo in cui l’energia genera impresa, tecnologia e occupazione. È questo il salto di qualità che vogliamo favorire. La Sicilia deve attrarre investimenti e, contemporaneamente, mettere le proprie imprese nelle condizioni di partecipare alle nuove filiere industriali”.
Un patto fra pubblico, privati e sistema delle conoscenza
L’assessore richiama inoltre il ruolo della collaborazione tra pubblico, imprese e sistema della conoscenza.
“Nessuna transizione si realizza da soli. Servono investimenti, ricerca, competenze e una forte collaborazione tra istituzioni, università e mondo produttivo. La Regione vuole accompagnare questo processo, sostenendo l’innovazione e creando condizioni favorevoli a chi sceglie di investire e produrre in Sicilia”.
Infine, Tamajo pone l’accento sulle ricadute economiche e occupazionali: “La transizione avrà senso se riusciremo a trasformarla in opportunità concrete per i siciliani. Innovazione e sostenibilità devono significare anche fabbriche, imprese competitive, nuovi mestieri e lavoro per i nostri giovani. La Sicilia non deve inseguire il cambiamento: deve avere l’ambizione di guidarne una parte”.






Commenta con Facebook