Finisce l’incubo isolamento e disagi per i pendolari e i residenti della valle dell’Alcantara. Anas ha ultimato i lavori urgenti di consolidamento e ripristino della strada statale 185 “Di Sella Mandrazzi”, precisamente al km 31,800, nel tratto compreso tra i comuni di Novara di Sicilia e Francavilla di Sicilia, in provincia di Messina.
La strada era stata pesantemente danneggiata da una frana che aveva messo in ginocchio la viabilità locale. Ora, con il completamento del cantiere, l’arteria viene restituita alla piena e sicura circolazione.
Un intervento record in un’area a rischio
L’intervento ha interessato un tratto di circa 100 metri, fortemente compromesso dal dissesto idrogeologico che aveva letteralmente inghiottito la carreggiata lato valle e distrutto i vecchi muri di sostegno. I lavori, considerati di massima urgenza proprio per l’alto rischio della zona, hanno permesso di mettere in sicurezza un punto critico che minacciava quotidianamente la sicurezza degli automobilisti.
Per ricostruire la strada ed evitare futuri smottamenti, i tecnici hanno realizzato una complessa fondazione profonda su micropali abbinata a un muro di sostegno in calcestruzzo armato. La carreggiata è stata poi ricostruita da zero attraverso opere in terra rinforzata, completata con il nuovo asfalto, barriere di sicurezza di ultima generazione e la segnaletica stradale.
Le parole di Anas: “Restituiamo un collegamento sicuro”
Soddisfazione da parte dei vertici della società stradale. «Con la conclusione di questo intervento restituiamo al territorio un collegamento pienamente efficiente e più sicuro – ha dichiarato il responsabile della Struttura Territoriale Anas Sicilia, l’ingegnere Nicola Montesano –. Le opere hanno consentito di consolidare il versante e ricostruire la sede stradale, migliorando la resistenza dell’infrastruttura ai fenomeni di instabilità e contribuendo a garantire la continuità degli spostamenti per le comunità servite dalla statale».
Il ritorno alla normalità sulla SS 185 rappresenta una boccata d’ossigeno non solo per i residenti della zona jonica e tirrenica che utilizzano il valico per spostarsi, ma anche per l’economia, le attività commerciali e il turismo del territorio, che da tempo chiedevano la fine dei disagi.






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