Sarà presentato domani sabato 3 ottobre alle 17 al Convento Santa Maria di Gesù il libro di Rosabianca Tuzzolino “Gli attimi della tua vita”
Ci sono libri che si leggono e libri che, invece, ci invitano a fermarci e ad ascoltare ciò che abbiamo dentro. Questo libro nasce proprio con questo intento: accompagnare il lettore in un viaggio intimo tra emozioni, scelte, consapevolezza e possibilità. Attraverso una storia che si svela poco alla volta, riflessioni, esercizi e semplici strumenti da portare nella quotidianità, il libro diventa il tuo compagno di viaggio.
Un percorso personale, senza tempi prestabiliti e senza risposte giuste, in cui ognuno può riconoscersi e scoprire nuove prospettive. Ogni scelta apre una strada. Ogni strada può cambiare il corso della nostra vita. ^
Alla presentazione ci saranno la psicologa Maria Cillari, l’editore Ruggero D’Amico e l’autrice.
La prefazione della psicologa Maria Cillari
Quello di Rosabianca Tuzzolino non è un saggio accademico, non ha la pretesa di essere una guida clinica, è un libro interattivo, un racconto esperienziale di crescita personale.
Come scrive l’autrice nella nota finale, nasce dal suo percorso personale e come tirocinante in psicologia, un compagno di viaggio insomma.
È un libro sincero e coraggioso. Non ha la pretesa di insegnare, ha il tono di un’amica che ti parla a voce bassa, senza la presunzione di chi “vuole dare un consiglio”.
Il linguaggio è semplice, diretto, autoironico a volte volutamente d’effetto (“faceva cazzate”), e questo lo rende molto autentico e vicino, lontano dai manuali di self-help leziosi.
Il tratto più interessante è quello delle pagine bianche: non leggi e basta! sei invitato a interagire e metterci del tuo. Ed ecco che il lettore diventa protagonista: ogni capitolo lascia righe vuote dove il lettore è invitato a scrivere. L’idea è che, scrivendo, il libro diventa “il tuo libro” e ti induce a guardarti dentro. È un libro che si completa solo se lo scrivi tu, da qui il titolo: Gli attimi della TUA vita.
Il libro è diviso in piccole riflessioni molto personali, con aneddoti di vita quotidiana (il traffico, il lavoro, il giudizio degli altri, i cambiamenti del corpo) che diventano spunti per esercizi e riflessioni.
Cosa emerge a mio parere?
Il cambiamento è inevitabile: le persone cambiano, i rapporti cambiano, tu cambi. Non si può rimanere aggrappati a chi non fa più parte della nostra vita, o a un’immagine di noi che abbiamo costruito. L’autrice invita ad accettare il divenire, come un fiume.
Lasciare andare ciò che non possiamo cambiare. Far spazio all’accettazione che non significa arrendersi o soccombere agli eventi. Quanto piuttosto maturare la consapevolezza di ciò che non è sotto il nostro diretto controllo, far spazio al dolore, alla rabbia e a tutte quelle emozioni negative che vorremmo cancellare ma che tornano prepotenti nella nostra vita. Significa reindirizzare o ottimizzare le nostre risorse verso la convivenza con queste emozioni piuttosto che impiegare risorse ed energie per sopprimerle.
Perdonare sè stessi prima degli altri: il perdono non è superficialità, non è un segno di debolezza ma è accettare di essere creature imperfette, con errori. Solo dopo si può lasciare liberi gli altri.
La felicità è un attimo, non uno stato fisso: l’autrice si racconta senza filtri, non tenta di dare un’immagine positiva di sé in ogni occasione come di colei “che c’è l’ha fatta! non è sempre felice, a volte non ha voglia di alzarsi dal letto, ha cambiato lavoro, aspetto, scelte per dimostrare qualcosa. Il miglioramento ha senso solo se nasce dalla gentilezza e dalla compassione verso sé stessi, non dalla rabbia dal bisogno di compiacere
Il filo conduttore è uno: imparare a sentire l’attimo. Il messaggio centrale – sii gentile, prima con te stessa e poi con il mondo,
Il finale è un invito a dipingere la propria tela e a ricordare che anche il dolore è un sentimento: “alcune lacrime sanno di zucchero”.
A chi è rivolto?
Naturalmente a tutti!!!! In particolare a chi sta attraversando un momento di cambiamento, una perdita, o sente di dover rinascere dopo un periodo difficile. È perfetto se cerchi un libro intimo, non teorico, che ti tenga compagnia e ti dia uno spazio per riflettere. Non aspettarti tecniche psicologiche strutturate o un percorso clinico (l’autrice stessa lo chiarisce). È un libro esperienziale, emotivo, da sottolineare, conservare, rileggere e perché no? Riscrivere.






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