“Sono stato raggiunto da un decreto di perquisizione presso l’abitazione e lo studio legale per un’imputazione provvisoria che avrò modo di dimostrare essere priva di fondamento”.

Così in una nota l’ex assessore ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Palermo che ipotizza il reato di corruzione.

“I fatti che vengono contestati – spiega – attengono alla mia qualità di ex Presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale e, nel 99% dei casi, all’unanimità. Non ho più alcun incarico quale Presidente del CTS dal 9 agosto scorso e, al fine di tutelare le Istituzioni, ho già rassegnato al Presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da Consigliere giuridico, con effetto immediato. Nella mia vita amministrativa ho gestito risorse finanziarie per oltre 250 miliardi di euro (più del PNRR) firmando otto bilanci regionali, senza che nessuno abbia avuto nulla da eccepire”, sottolinea.

Lombardo fiducia nella magistratura, mi dimetto dalle commissioni Ars

“Apprendo solo in data odierna dei fatti specifici oggetto di indagine nei miei confronti. Allo stato non ho ancora avuto la possibilità di visionare gli atti. Sono certo, però, che potrò chiarire a breve la mia posizione, consapevole di aver sempre orientato la mia attività pubblica e privata a criteri di correttezza ed onestà.

In ossequio allo spirito che ha sempre contraddistinto il mio agire politico, quindi, ho maturato la non facile decisione di dimettermi da componente delle commissioni bilancio e sanità. Compio questa scelta per il profondo rispetto che nutro sia per le istituzioni delle quali faccio parte e che rappresento, impegnate in questi giorni nel delicato passaggio di approvazione del disegno di legge in materia di variazioni di bilancio, che per l’autorità giudiziaria, oggi chiamata a valutare il mio operato e nei cui confronti ripongo, come sempre, assoluta fiducia”.