Frasi profanatorie di tenore esoterico sono comparse sui muri della chiesa di Santa Chiara, a Canicattì, nell’Agrigentino, dove sono custodite le reliquie del giudice beato Rosario Livatino. Le scritte sono state trovate lungo il perimetro esterno dell’edificio, in via Svizzera, e su alcuni muri di via Guggino. A far scattare gli accertamenti è stata la denuncia presentata dal sindaco della città, Vincenzo Corbo.

Cos’è stato trovato

Giunti sul posto, gli agenti di polizia hanno riscontrato le frasi tracciate sui muri. Si tratta di scritte dal contenuto profanatorio, con riferimenti di carattere esoterico, apparse in un luogo che per la comunità ha un forte valore simbolico e religioso, legato alla memoria del magistrato ucciso dalla mafia.

Secondo quanto emerso, gli investigatori sarebbero orientati a ritenere che non si tratti di un semplice gesto vandalico, ma di un’azione dimostrativa. È, al momento, un’ipotesi di lavoro: le indagini sono in corso e non è stato ancora individuato alcun responsabile.

Cos’è l’esoterismo

Il riferimento all’esoterismo, contenuto nelle scritte, rimanda a un ambito ampio e composito. Con il termine esoterismo si indica, in generale, l’insieme di dottrine, conoscenze e pratiche considerate riservate a una cerchia ristretta di iniziati, in contrapposizione al sapere “essoterico”, cioè accessibile a tutti. Storicamente il termine abbraccia tradizioni, simbolismi e correnti di pensiero molto diversi tra loro, spesso legati alla ricerca di una conoscenza nascosta o di un significato ulteriore della realtà. Si tratta di una categoria generale, che non coincide con un’unica dottrina o pratica specifica.

Il valore del luogo colpito

A rendere più grave l’episodio è il luogo scelto. La chiesa di Santa Chiara custodisce le reliquie di Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” ucciso dalla mafia nel 1990 e proclamato beato, divenuto un simbolo di legalità e di impegno civile non solo per la Sicilia.

Proprio per questo l’attenzione sull’accaduto è alta e le indagini puntano a chiarire la matrice e le motivazioni del gesto.

Foto: Repubblica.