Lo scontro politico attorno alla figura del senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato si infiamma ulteriormente e dalle aule di Roma il dibattito si sposta con forza fra i corridoi dell’Assemblea Regionale Siciliana. Dopo le durissime prese di posizione del centrodestra, che ha chiesto formalmente le dimissioni di Scarpinato dalla Commissione parlamentare Antimafia, i deputati del gruppo parlamentare del M5S all’Ars passano al contrattacco, ergendo un vero e proprio scudo a difesa dell’ex procuratore e ribaltando le accuse contro la maggioranza di governo.

“Un depistaggio per coprire gli scandali del centrodestra”

Con una nota congiunta dai toni durissimi, i parlamentari regionali pentastellati respingono al mittente le contestazioni scaturite dalle valutazioni del gip di Caltanissetta nell’ambito dell’archiviazione sulle indagini “Mafia e Appalti”.

“Il vero depistaggio in corso sulla vicenda Scarpinato è quello che i partiti del centrodestra tentano di fare nei confronti dell’opinione pubblica per coprire la marea di inchieste, scandali e arresti che con incredibile frequenza si verificano in Italia e travolgono gli uomini e le donne vicini ai governi di centrodestra”.

Secondo i deputati del Movimento 5 Stelle, la reazione della maggioranza non sarebbe altro che una strategia di distrazione di massa. “Troppo lungo è – sottolineano dall’Ars – l’elenco degli scandali che hanno visto protagonisti personaggi del centrodestra o vicini ad esso anche solo per farvi un accenno. Freschissimi gli ultimi in Sicilia”.

La difesa della “dirittura morale” dell’ex magistrato

Il fulcro della controffensiva grillina risiede nella totale fiducia riposta nei confronti della storia professionale di Scarpinato. I deputati regionali richiamano l’attenzione sulla «enorme dirittura morale di Scarpinato, testimoniata dalla sua lunga e prestigiosa carriera in magistratura».

I parlamentari sollevano inoltre una critica formale sul metodo con cui le dichiarazioni del gip sono state rese pubbliche e strumentalizzate, evidenziando il mancato passaggio in un’aula di giustizia che avrebbe permesso una replica paritaria: «Siamo certi che se a Scarpinato fosse stata data la possibilità di spiegare in sede giudiziaria tutto sarebbe stato chiarito».

Le origini dello scontro politico

Il caso è esploso a seguito del deposito del decreto di archiviazione firmato dal gip di Caltanissetta, Santi Bologna. Pur archiviando il fascicolo, il giudice ha inserito nelle oltre 600 pagine del provvedimento alcune considerazioni su una telefonata intercettata tra Scarpinato e l’ex collega Gioacchino Natoli, definendo i colloqui precedenti all’audizione in Antimafia come una forma di “attività depistante”.

Parole che hanno immediatamente innescato il fuoco incrociato del centrodestra: i capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan e Galeazzo Bignami, hanno formalmente preso carta e penna per chiedere al M5S la sostituzione del senatore in Commissione Antimafia, giudicando la sua permanenza incompatibile con la ricerca della verità sulle stragi del 1992.

Scarpinato non arretra: “Soltanto bullismo politico”

Da parte sua, lo stesso Roberto Scarpinato ha già respinto fermamente le tesi del gip nisseno, definendole “gravemente false e a loro volta depistanti”. L’ex magistrato ha chiarito che il senso del dialogo con Natoli era l’esatto opposto, ovvero un invito a riferire la verità storica dinanzi alla commissione parlamentare, contrattaccando i partiti di governo: “Contro di me è in atto un’operazione di bullismo politico, ma non mi arrenderò mai e continuerò il mio impegno per la verità”. Una linea difensiva che adesso trova il supporto compatto e totale di tutto il Movimento 5 Stelle siciliano.