Non c’è nessuna ipotesi di dimissioni all’orizzonte e non c’è neanche nessuna convocazione a Roma. Le voci che circolano e che sono state riprese dalla stampa in queste ore sono destituite di fondamento. E’ la parola d’ordine che circola fra i corridoi di Palazzo d’Orleans dove il Presidente della Regione è regolarmente al lavoro sulla manovra di bilancio che è il vero argomento che in questi giorni è al centro della sua attenzione.

Schifani blinda la candidatura

“Il candidato alla presidenza della Regione nel 2027 sono io” ribadisce il governatore a chi glielo chiede. E va anche oltre le dichiarazioni fatte ieri a La Sicilia. Il giornale di Catania ha riportato una frase che recita più o meno “Se mi candido o no lo decido io” ma lui, il Presidente della regione supera anche questa lettura “io ho già deciso che mi candido”.

Al giornale Schifani ieri ha detto chiaramente che la ricostruzione avanzata non sta né in cielo né in terra  e oggi sparisce dall’equazione anche la convocazione romana

Il giorno prima: l’appello di Minardo per il “cambio di passo”

Le prese di posizione di Schifani arrivano non solo dopo la ricostruzione giornalistica ma anche poche ore dopo una riunione a porte chiuse, seguita da una nota ufficiale del partito, che ha scosso gli equilibri interni. Il coordinatore regionale Nino Minardo ha infatti riunito a Palermo tutti i segretari provinciali di Forza Italia per un’analisi approfondita dello scenario politico siciliano, come raccontato ieri proprio da BlogSicilia.

Durante l’incontro, Minardo ha lanciato un forte appello alla mobilitazione e al rinnovamento, sottolineando la necessità per il partito di “cambiare passo” e di avere il coraggio di rilanciare l’azione politica. Un richiamo all’unità e all’efficienza che, alla luce degli eventi delle ultime settimane e delle successive reazioni, evidenzia il dibattito interno del quale si favoleggia da settimane se non mesi e che avrebbe avuto un’intensificazione in queste ore.

La vicenda dell’inchiesta Armao e il peso politico

Non c’è dubbio che nelle fibrillazioni politiche in corso abbia un peso anche l’inchiesta sulla gestione della Cts e sull’ex vice Presidente della regione siciliana Gaetano Armao.

Un uomo che, dal punto di vista politico, è in Forza Italia praticamente da sempre. Dopo essere stato assessore all’economia del governo Lombardo nel 2017 Gaetano Armao era il candidato in pectore per la Presidenza della Regione. lo aveva lanciato Silvio Berlusconi personalmente e ad agosto del 2017 anche la stampa nazionale ne aveva scritto. Poi scattò il ticket con Musumeci Presidente e Armao Vice e così fu per cinque anni al termine dei quali Armao si ricandidò a Presidente della Regione spinto dall’allora coalizione Calenda – Renzi (oggi separati e in pessimi rapporti). Ma fu solo una parentesi che non lo allontanò da Forza Italia così come anche la moglie, Giusi Bartolozzi, è deputato eletto in Forza Italia. Passaggi che oggi qualcuno ricorda ai vertici del partito mentre è in corso una battaglia interna agli azzurri ma forse un poco meno alla coalizione.