Il Siracusano torna a fare i conti con i rifiuti, e stavolta lo fa sotto le finestre del Palazzo. Venerdì 9 ottobre, dalle 10.30, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra saranno in piazza Duomo ad Augusta, davanti a Palazzo di Città, per un sit-in contro il progetto di una discarica di rifiuti speciali pericolosi in contrada Marcellino. Lo slogan non lascia spazio a equivoci: “Sindaco, adesso ci deve rispondere”.
Sotto il municipio di Augusta
La scelta del luogo, spiegano i promotori, non è casuale. Dopo settimane di silenzio si va direttamente sotto il Municipio, “perché il sindaco non possa continuare a far finta che la vicenda non esista”.
Il 3 agosto è stata depositata una petizione con 942 firme: si chiede di revocare il parere favorevole espresso dal Comune, di assumere una posizione contraria nelle fasi successive dell’iter e di mettere in campo ogni iniziativa istituzionale, amministrativa e legale utile a fermare l’opera. Da allora, denunciano, nessuna risposta. Non servono dichiarazioni generiche né rassicurazioni, dicono: servono una replica alla petizione e una posizione netta.
Tra i promotori e primi firmatari ci sono Giovanni Ranno, Sonia Patania, Salvatore Pancari, Roberta Suppo, Uccio Blanco e Diego Sinnonio. Il parere nel mirino è quello che il Comune di Augusta espresse nella conferenza di servizi del 18 luglio 2024: favorevole, ma con alcune condizioni.
Che cos’è l’impianto di contrada Marcellino
Il progetto è della società Log Service e prevede una discarica per rifiuti speciali pericolosi. Ha già ottenuto l’autorizzazione della Regione e accoglierà gli scarti dell’inceneritore della Gespi, che della Log Service è la controllante. Tra le obiezioni c’è quella della Sasol, realtà industriale dell’area. Secondo l’azienda il progetto definitivo non affronterebbe in modo adeguato la possibile presenza di una falda superficiale e la circolazione delle acque sotterranee. Per il M5S le prescrizioni imposte dal Comune sono insufficienti e prive di reali effetti.
Un territorio già carico
Il punto, per chi protesta, è anche il contesto. Augusta, Priolo e Melilli convivono da decenni con uno dei più grandi poli petrolchimici del Mediterraneo. L’area è un sito di interesse nazionale per le bonifiche. Nello studio dell’Istituto superiore di sanità sull’incidenza oncologica nei siti siciliani (periodo 2007-2011), per Augusta-Priolo il mesotelioma, con 16 casi osservati, mostra eccessi statisticamente significativi tra gli uomini. Un nesso causale diretto con le emissioni industriali non è mai stato scientificamente stabilito, ma il dato pesa come un macigno.
A tenere accesa la memoria è da anni don Palmiro Prisutto, storico sacerdote di Augusta, noto per leggere ogni mese l’elenco dei concittadini morti di cancro. Anche a giugno, tra i miasmi di Priolo e le madri scese in corteo, la parola d’ordine era la stessa: adesso basta. E lo slogan degli attivisti di Augusta, “Augusta ha già dato troppo”, suona come una sintesi.
Cavagrande, discarica ai bordi della riserva
Spostandosi più a sud, il fronte è un altro, ma il nodo è identico. A Noto, in un’ex cava di contrada Stallaini a ridosso della Riserva naturale orientata di Cavagrande del Cassibile (sito Natura 2000), la SoAmbiente ha un progetto di impianto per il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi da circa 614 mila metri cubi.
L’iter è un’altalena. Nell’aprile 2024 la Regione nega la proroga del provvedimento di compatibilità ambientale del 2012. Il 27 gennaio 2025 il Tar di Catania annulla il diniego. Nell’ottobre 2025 arriva una proroga di 934 giorni. Il 9 luglio 2026 un decreto regionale attesta l’esito positivo della verifica di ottemperanza. A far scattare l’allarme è la data della valutazione di incidenza sul sito Natura 2000: risale al 2009, mentre a settembre la Regione ha approvato nuove misure di conservazione per CavgGrande.
Il deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata ha scritto all’assessore regionale all’Ambiente Giusi Savarino, anche lei di FdI, e ha presentato un’interrogazione al ministero dell’Ambiente. Cna Turismo Siracusa chiede di sospendere gli effetti del procedimento e di rifare la valutazione, sollecitando il sostegno dei sindaci di Noto, Avola, Siracusa e Canicattini Bagni.
Il rischio ambientale
Michele Mangiafico, coordinatore di Civico4 e la studiosa e attivista Maria Vernali hanno dato un giudizio negativo su questa discarica. Secondo i due “nel corso degli anni è probabile dal punto di vista scientifico che le geomembrane poste sul fondo si usurino o si danneggino e che non costituiscano più la barriera protettiva prevista dal progetto. Il liquido si infiltrerebbe allora nelle fratture carsiche di contrada Stallaini, contaminando i centri vicini di Avola e Siracusa”.
Lentini, il gigante che non va in pensione
Chiude il cerchio il gigante già in funzione da anni: la discarica della Sicula Trasporti in contrada Grotte San Giorgio, tra Lentini e Catania, tra le più grandi del Mezzogiorno. Vi conferiscono oltre 200 comuni della Sicilia orientale, che portano l’indifferenziata dopo il passaggio dal trattamento meccanico biologico. L’azienda è in amministrazione giudiziaria dal 2020, dopo l’inchiesta “Mazzetta Sicula”.
A fine aprile la Regione ha dato il via libera, su parere della Commissione tecnico specialistica, alla «riprofilatura» della vecchia discarica, esaurita dal 2015, per circa 120 mila tonnellate. Per i critici, dal Pd a Lentini al deputato M5S Filippo Scerra, è una riapertura mascherata. Dalla Regione, con il presidente della commissione Ambiente Ars Giuseppe Carta e l’assessore Francesco Colianni, precisano che non c’è alcun ampliamento, ma l’uso di volumi residui, e che il parere tecnico è limitato a sei mesi e non esiste ancora un’autorizzazione amministrativa. L’ampliamento vero, con tre nuovi bacini da oltre 4,5 milioni di metri cubi, è stato bocciato più volte dagli organismi regionali. Tre territori, tre progetti, una domanda sola: perché sempre qui?






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