La Chiesa Madre di Carini era gremitissima. Fuori, un lunghissimo corteo di persone ha accompagnato il feretro di Vittoria Failla, 31 anni, giovane mamma, maestra di danza, ragazza dal sorriso luminoso che la vita ha strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari.

C’erano tutti. La sua famiglia, gli amici, i colleghi, le sue allieve, i genitori dei bambini che aveva accompagnato nella danza e tantissimi cittadini arrivati per stringersi attorno a chi oggi deve affrontare un dolore impossibile da raccontare.
A rappresentare la città Rossella Covello Sindaco di Carini, l’Amministrazione comunale e diversi consiglieri comunali.
E poi c’erano loro, le ragazze di Arabesque Centro Studio Danza, la scuola dove Vittoria insegnava e dove aveva lasciato qualcosa che va ben oltre la danza: un ricordo, un sorriso, un insegnamento, un pezzo di cuore.

 Vittoria insegnava a danzare

Oggi, invece, sono state le sue allieve a volerle dedicare l’ultimo saluto. All’uscita della Chiesa Madre, hanno fatto volare nel cielo tanti palloncini bianchi. Sono saliti lentamente, uno dopo l’altro. E per qualche istante tutti hanno guardato verso l’alto.
Come se quei palloncini potessero portare fino a Vittoria un ultimo “ciao”, un ultimo abbraccio, tutte quelle lacrime e tutto l’amore di chi le ha voluto bene.

Il lungo corteo, il silenzio, le lacrime.

E una consapevolezza che rende ancora più difficile questo addio. Vittoria, anche dopo la morte, ha continuato a donare vita.
Con la donazione dei suoi organi ha salvato tre persone. Tre vite che oggi possono continuare. Tre famiglie che possono ancora sperare.
Tre persone che, grazie a Vittoria, hanno ricevuto una nuova possibilità. È forse questo il regalo più grande che si possa lasciare al mondo: continuare a vivere negli altri. Vittoria aveva soltanto 31 anni. Aveva ancora sogni, progetti, una famiglia, il suo lavoro, la sua danza, le sue ragazze. Eppure, nel momento più drammatico, la sua vita ha generato altra vita.

Oggi Carini piange. Piange una figlia, una mamma, una maestra, un’amica. Ma mentre le lacrime scendevano e quei palloncini bianchi salivano verso il cielo, Vittoria ha lasciato a tutti noi una lezione difficile e bellissima: si può morire troppo presto, ma l’amore può continuare a vivere. E il suo continuerà. Nei ricordi della sua famiglia. Nei sorrisi delle sue allieve. Nella danza che ha insegnato.
E soprattutto nei tre cuori che continueranno a battere anche grazie a lei.