Arriva l’ok da parte dell’AIFA alla rimborsabilità di mirikizumab per la malattia di Crohn in fase attiva, da moderata a grave, negli adulti che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un’altra terapia biologica. La molecola, già approvata nel 2024 per la colite ulcerosa attiva da moderata a grave, ora potrà essere usata a carico dell’SSN anche in Sicilia, dove si contano circa 11.000 pazienti, prevalentemente giovani tra 20 e 25 anni (un’altra fascia a rischio sono gli over 65): “Questo innovativo meccanismo d’azione blocca una delle citochine responsabile del meccanismo patogenetico che alimenta l’infiammazione cronica – spiega Ambrogio Orlando, direttore UOSD Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Villa Sofia Cervello di Palermo – il suo impiego offre la concreta possibilità di ottenere risposte cliniche significative e mantenere la remissione della malattia a lungo termine. Da poche settimane, la disponibilità del farmaco di Lilly ha aperto la strada a ottimi risultati terapeutici, soprattutto se utilizzato nelle fasi precoci della malattia, con l’obiettivo mirato di prevenire le complicanze e garantire un’altissima incidenza di remissione”.


Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono patologie a base immunitaria che colpiscono l’apparato gastrointestinale: si distinguono in malattia di Crohn (che colpisce tutto l’apparato digerente, dalla bocca all’ano, con maggiore frequenza a livello del colon e dell’ileo) e rettocolite ulcerosa (esclusivamente il colon); l’impatto non si limita al solo apparato digerente, si possono sviluppare manifestazioni extra-intestinali (artriti periferiche e assiali della colonna vertebrale, cutanee, oculari, epatiche, renali, ecc.) o complicanze intestinali severe (stenosi, fistole e ascessi) che richiedono l’intervento chirurgico. 

“La nuova opzione terapeutica riesce ad accoppiare efficacia, un altissimo profilo di sicurezza e tollerabilità rispetto al passato, infatti non sono emersi segnali di allarme clinico – evidenzia Orlando – questo si traduce in un dato clinico fondamentale: l’elevata persistenza in trattamento, che si attesta su percentuali comprese tra 60% e 65% e l’assenza di eventi avversi significativi, dunque evita le frequenti sospensioni della terapia, garantendo continuità delle cure e successo terapeutico nel tempo”. 


L’assistenza sul territorio siciliano ha fatto enormi passi avanti grazie alla nascita di una rete siciliana per le MICI, coordinata da Orlando, che ha potenziato appropriatezza diagnostica e terapeutica con 18 centri specializzati nelle varie provincie, consentendo diagnosi sempre più precoci e trattamenti tempestivi e avanzati, riducendo il rischio di complicanze gravi. 


“Mettere a disposizione delle persone con malattia di Crohn nuove possibilità di trattamento significa rispondere ai loro bisogni e contribuire a una gestione sempre più efficace della malattia – commenta Elias Khalil, presidente e AD Italy Hub di Lilly – Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con la comunità scientifica per promuovere innovazione e sviluppare soluzioni che possano fare la differenza nella vita quotidiana delle persone, con attenzione all’efficacia, alla sicurezza e al benessere complessivo dei pazienti”.

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