La nuova legge elettorale è nata. Passato l’ultimo scoglio il Parlamento ha introdotto la riforma con la quale si andrà a votare nel 2027. Un sistema elettorale misto che vede il ritorno ad un parziale voto di preferenza.

La legge fissa un limite massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato per una singola coalizione, premio incluso. I seggi assegnati con il premio prevalgono su quelli conquistati nei collegi plurinominali.

L’ex Presidente Lombardo plaude alla nuova norma

L’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo è il primo in Sicilia a plaudire la nuova norma definendola “Una svolta per la politica italiana”.

“La riforma elettorale con la reintroduzione delle preferenze costituisce una svolta nella politica italiana. Si tornerà a essere eletti perché scelti dagli elettori e non più nominati dai capi dei partiti” dice Raffaele Lombardo, già presidente della Regione Siciliana, intervenendo sul tema della riforma della legge elettorale poco dopo l’ultimo via libera.

Il Parlamento torna ad avvicinarsi ai cittadini

“Il parlamentare tornerà a incontrare i cittadini, a rendere conto del proprio operato e ad ascoltarne le istanze. Potrà anche contestare indicazioni che non condivide, forte della legittimazione ricevuta direttamente dagli elettori. Nei partiti e nelle istituzioni si animerà finalmente un dibattito autentico, nel quale il confronto potrà svilupparsi sulla base del consenso popolare e non soltanto delle decisioni dei vertici”.

Il riconoscimento alla Presidente del Consiglio

Il disegno di legge chiede, inoltre, alle coalizioni di indicare già al momento della presentazione del programma il nome del candidato alla presidenza del Consiglio.

“Va riconosciuto lo straordinario impegno di Giorgia Meloni nel promuovere una riforma che restituisce centralità ai cittadini e rafforza il rapporto tra eletti ed elettori”, conclude Lombardo.

Resta la soglia di sbarramento al 3%, già presente nel testo base. Le coalizioni avranno, però, una possibilità di recupero: potranno ripescare la prima lista esclusa, cioè il primo partito alleato rimasto sotto la soglia. Cambia anche il voto all’estero, con le ripartizioni della circoscrizione ridotte da quattro a due per la Camera e accorpate in un’unica ripartizione mondiale per il Senato, a parità di parlamentari eletti.