Chi ha emesso fatture elettroniche o trasmesso scontrini telematici nel 2022 senza presentare la dichiarazione IVA potrebbe trovare nella posta una richiesta di pagamento già calcolata. L’Agenzia delle Entrate ha cominciato a inviare le prime 1.400 lettere a questi contribuenti. Da quando ricevono la comunicazione hanno 60 giorni per pagare o per segnalare eventuali errori. Lo riportano Fanpage e il Giornale.

Chi riceve le lettere del Fisco

La prima tranche riguarda chi nel 2022 ha registrato operazioni IVA, attraverso la fatturazione elettronica o i corrispettivi telematici, ma l’anno seguente non ha presentato il modello IVA 2023. Per questa platea il Fisco non chiede più spiegazioni. Calcola direttamente quanto è dovuto.

Come funziona il calcolo automatico dell’imposta

Il meccanismo nasce dall’ultima Legge di Bilancio. Come ricostruisce il Giornale, la manovra ha modificato l’articolo 54-bis.1 del decreto IVA, il DPR 633 del 1972. La norma consente all’Agenzia di ricostruire da sola l’imposta incrociando i dati che ha già in archivio:

  • fatture elettroniche;
  • scontrini telematici;
  • liquidazioni periodiche IVA;
  • versamenti già registrati.

Il quotidiano sottolinea che le comunicazioni non sono semplici inviti alla regolarizzazione: «Si tratta di veri e propri atti impositivi». Ogni lettera indica l’importo preciso del debito. Secondo Fanpage, il prospetto comprende l’imposta, gli interessi e la sanzione per omessa dichiarazione ridotta di un terzo.

Cosa fare entro 60 giorni

Il contribuente che riceve la lettera ha due possibilità.

Pagare. Se i conti tornano, si versa l’intera somma con il modello F24 precompilato allegato alla comunicazione. Il pagamento avviene in un’unica soluzione, senza rateizzazione e senza compensazione con crediti d’imposta.

Chiedere il riesame. Se il calcolo contiene errori o mancano informazioni, il contribuente può chiedere chiarimenti e inviare documenti all’ufficio competente. Il canale indicato da il Giornale è l’applicazione «Consegna documenti e istanze» del portale dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa rischia chi non risponde

Se trascorrono 60 giorni senza pagamento né contestazione valida, il debito viene iscritto a ruolo, senza altri passaggi intermedi. A quel punto può partire la riscossione coattiva che può tradursi in fermi, ipoteche e pignoramenti.

Quanto potrebbe incassare l’Erario

Le stime riportate da il Giornale indicano per il nuovo sistema di controlli digitali un gettito di circa 646 milioni di euro tra il 2026 e il 2027. Entro il 2030 il recupero dell’evasione potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro l’anno.