“Gli diamo qualcosa al mese… mille euro al mese Massimo! Glieli prendi e glieli dobbiamo dare”. Sono le parole di Salvatore Strazzulla, appuntato capo dell’Arma dei carabinieri in servizio alla Procura di Catania, intercettato il 4 agosto 2025 mentre, a bordo della sua auto, avrebbe concordato con l’imprenditore Massimo Boscarino il piano per mettere a reddito Michelangelo Giansiracusa, presidente del Libero Consorzio comunale di Siracusa e sindaco di Ferla: mille euro al mese, “tredicesima compresa”, “se si comporta bene”, in cambio di appalti pubblici da far aggiudicare all’organizzazione.
L’inchiesta Nexus
È uno dei passaggi più rilevanti dell’ordinanza, frutto dell’inchiesta Nexus, con cui il giudice per le indagini preliminari di Siracusa ha disposto le misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati ,tra gli altri, Strazzulla, l’ex assessore e attuale vicepresidente del Consiglio comunale Concetta Carbone, gli imprenditori edili Boscarino, l’ingegnere comunale Michele Dell’Aira e Tino Bugliarello.
Il fascicolo ricostruisce una presunta associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione: corruzione, corruzione elettorale e traffico di influenze illecite: ipotesi di reato di cui sono indagati a vario titolo.
Il pressing su Italia e Giansiracusa
Nel quadro probatorio emerso, il sindaco di Siracusa Francesco Italia e il presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa ricoprono un ruolo centrale: sono i due amministratori nei cui confronti il gruppo, stando alle conversazioni intercettate, avrebbe voluto costruire rapporti di pressione e influenza per ottenere affidamenti diretti e lavori pubblici. I due non risultano indagati in questo procedimento: l’ordinanza li cita come pubblici ufficiali nel cui ambito si sarebbero mossi i reati contestati a terzi, e su di loro non vi è alcun provvedimento personale.
La strategia: “pizzicare” chi conta
Il disegno criminoso, come lo ricostruisce il gip, sarebbe passato dalla corruzione di chi poteva disporre degli appalti. Con Carbone, che da assessore aveva gestito il progetto “ACCA” per l’Ostello dei lavoratori migranti di Cassibile e con Dell’Aira, RUP dei lavori, il patto corruttivo sarebbe già stato attuato: tangenti da 10.000 euro e una retribuzione settimanale di 200 euro per cinque anni circa secondo quanto emerso dalle indagini. Ma l’orizzonte dell’organizzazione era più ampio, e punta dritto ai vertici delle istituzioni territoriali.
L’obiettivo dichiarato nei dialoghi captati sarebbe stata la conquista di nuove “fonti” di lavori pubblici. “Ci facciamo assegnare i lavori e gli diamo 1.000 euro al mese a lui»” afferma Strazzulla riferendosi a Giansiracusa, dopo aver incontrato il presidente del Libero Consorzio il 4 agosto scorso in un bar di Siracusa. E aggiunge, confrontandolo con un funzionario già “sistemato” economicamente: “Che fa? A lui non glieli abbiamo dati a quello scemo 10.000 euro? Per dire, a uno di questi non glieli dai, compare?”.
La scelta di Giansiracusa come obiettivo non è casuale. Secondo gli indagati, l’ormai ex capo di gabinetto del Comune di Siracusa, nominato presidente del Libero Consorzio ad aprile 2025, si trovava in difficoltà economiche dopo aver dovuto rinunciare allo stipendio del Comune, restando con la sola retribuzione da sindaco di Ferla. «Lo sai qual è la nostra fortuna, Massimo? È messo con il culo per terra. Lo dobbiamo “pizzicare”, compare!”, dice Strazzulla il 13 agosto 2025, indicando la tecnica già sperimentata con Dell’Aira: “Come a Michele ti pizzico. Preciso! Niente di più e niente di meno. E siamo a posto noialtri”.
Italia nel mirino: promesse e pressioni
Sul sindaco Italia da un lato, Strazzulla rivendica un canale diretto: nell’incontro del 9 febbraio 2025 con Carbone, il carabiniere riferisce che il sindaco avrebbe disposto, in sua presenza: “Pantano, mettiti a disposizione di Luca”, con riferimento all’assessore Vincenzo Pantano, anche lui non indagato. E racconta che uno dei tre progetti sul dissesto idrogeologico, il fiume Ciane, per 3,15 milioni di euro, gli sarebbe stato promesso personalmente: “ Almeno uno… mi farei dare un tot e starei tranquillo”.
Dall’altro, lo stesso carteggio intercettato avrebbe registrato il dissenso del primo cittadino rispetto alla concentrazione degli affidamenti sulle società Boscarino. Sarebbe stata Carbone stessa, nel colloquio del 14 settembre 2025, a ricordare il richiamo del sindaco: “Ha lavorato solo lui e ad un certo punto Francesco mi chiamò e mi disse: “Conci, ora basta”… tutti lui li ha fatti! Non ce n’è uno che l’abbiamo fatto fare ad altri”.
Il gruppo, in ogni caso, avrebbe lavorato per costruirsi un potere negoziale nei confronti del Comune. Strazzulla avrebbe rivendicato apertamente il peso elettorale: “Tu sei alla Presidenza del Consiglio grazie a me… te ne ho portati 200 voti, ma grazie a me sei là”- dice a Carbone – e promette la stessa leva verso Italia: “A Francesco la prossima votazione io non ci sono più, glielo puoi dire». Con un collaboratore del sindaco, non coinvolto nel procedimento, il carabiniere si vanta del rapporto personale: “Mi ha detto: io di te ho un rispetto e un timore nello stesso tempo… tu alla fine non mi hai chiesto mai un “cazzo”.
Il viaggio a Noto per incontrare il sindaco Figura
L’8 maggio 2025, nel viaggio verso Noto per incontrare il sindaco Corrado Figura – non indagato nel procedimento -Strazzulla e Boscarino avrebbero cristallizzato l’altra gamba del disegno: la rete di ditte “vicine” da far partecipare alle gare per aumentare le probabilità di aggiudicazione. Per i lavori stradali di Ferla, i tre progetti esecutivi da poco più di 310mila euro ciascuno approvati dal Libero Consorzio, tra cui la strada Ferla-Pantalica-Sortino, l’affidamento sarebbe andato all’impresa di Bugliarello, che avrebbe dovuto corrispondere il 7% del corrispettivo più 5.000 euro: “Devi dare il 7% solo… e la metà dei soldi che ci devi dare… 5mila e due, devi dare 2mila e seicento”, riferisce Boscarino.
L’imprevisto
Il 4 agosto, dopo l’incontro con Giansiracusa, Strazzulla e Boscarino avrebbero compilato in auto un fogliettino con le ditte amiche e lo avrebbero consegnato a Carbone perché favorisse l’inclusione nella gara per la ristrutturazione dell’«Ufficio Casa ed Agricoltura». La registrazione ambientale è lapidaria: “Evidenziata… è la nostra! Quella che dobbiamo vincere”. Il sistema, però, incappa in un ostacolo imprevisto: le manifestazioni di interesse sono 99 e l’assegnazione passa al sorteggio. “Stavolta solo alla provvidenza ti puoi rivolgere, perché ne sono arrivate 99… giochi la sorte”, ammette al telefono Carbone.



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