Italia indagato e no? Il sindaco di Siracusa, in una brevissima dichiarazione in merito ad un suo coinvolgimento nell’inchiesta Nexus su un presunto sistema corruttivo attorno agli appalti, tra cui quello per la realizzazione dell’Ostello dei migranti di Cassibile, ha spiegato di “non aver ricevuto al momento alcun provvedimento”.
Le misure
Ed è realmente così, spulciando le carte dell’ordinanza del gip del Tribunale di Siracusa, che, però, riguardano l’emissione di misure cautelari nei confronti di quelle sette persone raggiunte dalla misura, tra queste la vicepresidente del Consiglio comunale, Conci Carbone, ex assessore alle Politiche sociali della prima amministrazione Italia e comunque molto legata, sotto l’aspetto politico al sindaco.
Del resto, la sua elezione alla vicepresidenza fu il frutto di un accordo tra il primo cittadino ed il deputato regionale del Mpa, Peppe Carta, che, grazie a quel patto, incassò la presidenza dell’Assemblea con Alessandro Di Mauro: questo non c’entra con l’inchiesta ma tinteggia bene quanto Carbone sia più di una pedina nello scacchiere politico di Italia.
Italia citato nell’ordinanza
Tornando all’operazione Nexus, il nome di Italia vi compare più volte ma non figura tra gli indagati. Il quadro, però, potrebbe essere più complesso: lo stesso sindaco ha ammesso di aver ricevuto in passato un atto giudiziario e dalle informazioni raccolte da BlogSicilia, verificate con fonti di primo livello, si sarebbe trattato di una proroga delle indagini.
La proroga delle indagini
In sostanza, alla scadenza naturale dei termini ordinari, gli inquirenti – gli agenti della Digos ed i magistrati della Procura europea di Palermo – hanno chiesto al gip di Siracusa più tempo per proseguire il loro lavoro, indispensabile ai fini dell’inchiesta sul presunto sistema corruttivo.
Perché sono scattate le misure per i 7
Se questo schema fosse confermato, il sindaco risulterebbe indagato senza comparire nell’ordinanza che fotografa solo le posizioni per cui sono state chieste ed eseguite le misure cautelari nell’elenco. Per i 7 destinatari il giudice ha ravvisato il rischio di una reiterazione del reato, insomma che potessero proseguire la loro opera nell’alterare gare ed appalti.
Non ci sono richieste di misure per il sindaco
Nei confronti di Italia, invece, non è stata adottata alcuna misura: il giudice si pronuncia solo su richiesta della Procura europea e, per quanto emerge, una richiesta specifica sul sindaco non è stata presentata. L’ordinanza, dunque, non contiene alcun giudizio cautelare sulla sua posizione.
L’ipotesi di reato
Ed allora, di cosa sarebbe accusato Italia? L’agenzia Ansa riferisce che il sindaco risponde di “associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti”. Cosa accadrà ora?
Lo scenario
Nell’immediato toccherà ai sette destinatari delle misure, con gli interrogatori e l’eventuale ricorso al Riesame. Poi l’inchiesta dovrà concludersi, con l’avviso di conclusione delle indagini per tutti gli indagati, Italia compreso. A quel punto la Procura potrà chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Nel secondo caso sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se mandare gli indagati a processo.



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