Un carabiniere in carcere, la vicepresidente del Consiglio comunale e un imprenditore ai domiciliari, altre quattro persone con il divieto temporaneo di svolgere attività imprenditoriale legata ai contributi pubblici.
I nomi
Salvatore Strazzulla, appuntato capo dei carabinieri in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, in carcere. Concetta Carbone, già assessora comunale e vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, e l’imprenditore Massimo Boscarino ai domiciliari. Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino 73 anni, Salvatore Boscarino, 47 anni e Tino Bugliarello colpiti dal divieto, per 12 mesi, di esercitare attività imprenditoriale che consenta di chiedere contributi europei o statali. Sono i sette destinatari delle misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Siracusa, Antonella Coniglio, con ordinanza del 12 ottobre, su richiesta dei procuratori europei.
Secondo la Procura europea, a Siracusa avrebbe operato un “comitato di interessi” in cui pubblici ufficiali e imprenditori, con un carabiniere a fare da tramite, si sarebbero assicurati appalti e affidamenti pubblici. È la ricostruzione dell’accusa, che dovrà trovare riscontro nel processo: gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
Le misure e le accuse
Strazzulla, 45 anni, è indicato come promotore e organizzatore del sodalizio. La custodia in carcere è stata disposta per associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Gli sono contestati anche traffico di influenze illecite, corruzione elettorale e favoreggiamento personale; la misura è stata disposta con riferimento ai soli tre reati precedenti. Il gip ha ritenuto insufficienti anche i domiciliari con braccialetto elettronico.
Carbone, 59 anni, è ai domiciliari per associazione per delinquere e corruzione. Nell’accusa è descritta come organizzatrice e referente politico-istituzionale del gruppo. Massimo Boscarino, 62 anni, è ai domiciliari per associazione, corruzione e traffico di influenze illecite. Per entrambi vale il divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dal difensore; il giudice ha escluso il braccialetto elettronico.
Il divieto di esercitare per un anno attività imprenditoriale che legittimi richieste di contributi riguarda Giuseppe Boscarino e Salvatore Boscarino, classe 1953, che rispondono di associazione e corruzione, Salvatore Boscarino, classe 1979, accusato di corruzione, e Tino Bugliarello, accusato di traffico di influenze illecite.
Gli appalti
Secondo l’accusa, le imprese riconducibili alla famiglia Boscarino avrebbero ottenuto un canale preferenziale per l’assegnazione di lavori pubblici, tra cui l’ampliamento dell’ostello per lavoratori stagionali di Cassibile. Tra le irregolarità richiamate nell’ordinanza figurano il frazionamento artificioso dell’esecuzione dei lavori e carenze nella documentazione richiesta. Il gip sottolinea che gli affidamenti sarebbero stati favoriti da una fase in cui il Comune era privo di consiglio comunale.
Le utilità contestate
Nel capo sulla corruzione le utilità offerte dai Boscarino sono indicate in 10 mila euro per Carbone, in 200 euro a settimana per circa cinque anni all’ingegnere comunale Michele Dell’Aira, responsabile unico di progetto per l’ampliamento dell’ostello, e in dazioni costanti a Strazzulla come remunerazione per il procacciamento dei lavori.
Il traffico di influenze illecite riguarda la promessa da parte di Bugliarello di una percentuale sul valore dei lavori finanziati a Massimo Boscarino e a Strazzulla, in cambio dell’utilizzo di relazioni con pubblici ufficiali.
Il voto di scambio
A Strazzulla è contestata la corruzione elettorale. Secondo l’accusa il carabiniere avrebbe dato o promesso posti di lavoro in una società che opera nel servizio rifiuti, in cambio di voti per la lista del sindaco Italia alle comunali del 2023 e della promessa di voto per le tornate successive.
Le esigenze cautelari
Il gip ravvisa il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione dei reati. Per Carbone pesano, secondo il giudice, il ruolo politico-istituzionale e la rete di conoscenze in grado di incidere su atti e persone informate sui fatti. A carico di Strazzulla pesano inoltre le presunte rivelazioni di notizie su intercettazioni e attività investigative in corso.
Una posizione ancora aperta
Per Dell’Aira, indagato per corruzione, il giudice ha ritenuto necessario l’interrogatorio preventivo prima di decidere sulla misura richiesta: nel dispositivo non è quindi applicata alcuna misura nei suoi confronti. Per gli altri destinatari l’ordinanza non prevede l’interrogatorio preventivo, in considerazione delle esigenze cautelari e, per il reato associativo, della deroga prevista dalla legge.



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