Si allenta l’interruzione dei trasporti in Sicilia, ma il clima resta rovente tra proteste al porto e scontro politico. Dopo giorni di fortissime tensioni, il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha annunciato una parziale tregua per salvare il comparto agricolo dell’isola, messo in ginocchio dal caro carburanti.
I tir torneranno a muoversi già da oggi, lunedì, ma solo a scartamento ridotto. I viaggi avverranno esclusivamente via terra attraverso lo Stretto di Messina, mentre la logistica legata al settore intermodale resta temporaneamente in stand-by in attesa della firma sul protocollo d’intesa da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Operazione svuotamento per salvare l’uva Italia
La decisione di ripartire via terra è scattata per evitare un disastro economico irreparabile. L’obiettivo immediato è far viaggiare l’ortofrutta e svuotare le celle frigorifere, sbloccando la merce già raccolta prima che tonnellate di eccellenze vadano al macero. Riflettori accesi soprattutto sul comparto dell’uva Italia, nel pieno di una stagione commerciale strategica e paralizzato dal blocco. Una boccata d’ossigeno arrivata grazie alla complessa mediazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino.
M5S all’attacco sui 15 milioni della Regione: “Criteri da rivedere”
Nonostante lo sblocco parziale, la protesta continua davanti ai varchi portuali e si accende il fronte politico. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha messo sul piatto 15 milioni di euro di risorse, prevedendo contributi fino a 50 mila euro per le imprese danneggiate dal caro gasolio. Un aiuto che però non convince del tutto la base.
Sul posto, al porto di Palermo, è scesa in campo Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, che ha raccolto il malumore dei manifestanti: “I contributi sono un sostegno importante, ma le misure devono rispondere concretamente alle esigenze degli autotrasportatori”, attacca la deputata cinquestelle. Secondo Schillaci, gli operatori non sono stati ascoltati prima della definizione del decreto: “Non basta stanziare risorse: il governo regionale valuti le modifiche necessarie per rendere i contributi efficaci e accessibili. Chi sostiene l’economia siciliana deve essere ascoltato”.
Martedì il faccia a faccia a Milano: sul tavolo i fondi e il nodo “tassa ETS”
Se Palermo discute, la vera partita nazionale si giocherà martedì a Milano per un vertice cruciale in Prefettura con il Ministro Matteo Salvini. Il programma è serrato:
- In mattinata: l’incontro del Ministro con le sigle sindacali ufficiali.
- Nel pomeriggio: il tavolo con i comitati spontanei arrivati da Sicilia, Puglia, Calabria e Campania.
Sul piatto della trattativa c’è lo sblocco di misure già finanziate e provvedimenti specifici per le isole. Sicilia e Sardegna, infatti, oltre al caro gasolio pagano il prezzo più alto della tassa europea sulle emissioni (ETS). Una misura fortemente contestata dagli autotrasportatori e liquidata dallo stesso Salvini come una serie di “norme demenziali” che penalizzano la continuità territoriale.



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