Ortigia e Borgata continuano a fare i conti con poca pressione e, in molte case, senza acqua. Non è una novità: dall’estate i disservizi si ripetono, tra blackout elettrici e condotte danneggiate, e il copione si è replicato anche domenica 18 ottobre.

Il problema

Il gestore, Aretusacque, ha spiegato che un blackout elettrico nelle prime ore della giornata ha causato la rottura di una condotta che alimenta il serbatoio Teracati, definito infrastruttura strategica per l’approvvigionamento dei due quartieri. Le squadre, hanno fatto sapere, erano già sul posto per ultimare la riparazione. Messo in conto qualche calo di pressione e possibili carenze idriche, con il ritorno alla normalità previsto “nel corso della serata”, salvo imprevisti.

Il Comitato Ortigia: situazione non risolta

Ma la serata, per molti, non ha portato la normalità. Secondo il monitoraggio del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, basato sulle segnalazioni dei cittadini che partecipano alla rilevazione e non su misurazioni tecniche, il 18 ottobre almeno il 50% dei partecipanti segnalava pressione insufficiente o assenza d’acqua, con una percentuale in crescita nel corso della giornata. “La situazione non può dirsi risolta, tutt’altro”, scrive il Comitato.

Il bersaglio è l’Ati ed il presidente Italia

Ed è proprio il Comitato a cambiare il bersaglio. Non più soltanto i disagi, ormai cronici, ma chi dovrebbe vigilare. Nel mirino finisce l’Ati idrico, presieduta dal sindaco Francesco Italia. Il Comitato racconta di segnalazioni documentate e di Pec inviate da marzo, prima a Siam, poi ad Aretusacque dopo il subentro, e all’Ati, senza ricevere risposte nel merito. Tra queste, la richiesta di conoscere il programma degli interventi e degli investimenti, inviata a luglio e ribadita più volte. Il periodo peggiore, secondo il monitoraggio, tra l’8 luglio e il 4 agosto. Poi un nuovo episodio a ottobre: l’avviso del gestore dell’8 non indicava Ortigia e Borgata tra le zone interessate dai disservizi del giorno dopo, ma il 9 le segnalazioni sono arrivate proprio da lì.

“L’ente che deve controllare la gestione di Aretusacque non risponde a chi gli documenta i disservizi”, attacca il Comitato, che chiama in causa l’articolo 152 del decreto legislativo 152 del 2006. Il testo, ricordano, prevede che l’ente d’ambito intervenga tempestivamente davanti a inadempienze del gestore. “Sta esercitando questo controllo?”, chiede il Comitato, domandando se siano state chieste spiegazioni, imposti interventi e scadenze, applicate sanzioni. “Non lo sappiamo”, la risposta.

La lettera alla Regione

Per questo ha scritto al Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, chiedendo di verificare le iniziative dell’Ati e di valutare i presupposti dei poteri sostitutivi della Regione. A Italia viene chiesto di rendere pubbliche le verifiche svolte, le risposte del gestore e le misure richieste. Il Comitato ha inoltre promosso, con un avvocato specializzato, un’iniziativa per valutare forme di tutela per gli utenti danneggiati.

Il deposito cauzionale

Sulla vicenda interviene anche il Forum provinciale Acqua pubblica, che parla di Ortigia, Borgata e Neapolis “senz’acqua” e rilancia il tema che da settimane agita la città: a fronte dei disservizi, agli utenti viene chiesto il deposito cauzionale, dilazionato in più rate, “come una rata del mutuo”.