La battaglia per la ricostruzione dei territori devastati dal ciclone Harry arriva a una svolta decisiva a Strasburgo. Mercoledì 21 ottobre 2026, il Parlamento europeo voterà la mobilitazione di circa 75 milioni di euro (precisamente 74,9 milioni) provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) per finanziare gli interventi di emergenza e ripristino in Sicilia, Sardegna e Calabria.
Un’iniziativa trasversale dei deputati siciliani
L’iter per l’ottenimento dei fondi europei ha visto una forte convergenza istituzionale e un pressing politico trasversale da parte della deputazione siciliana ed euro-meridionale a Bruxelles:
- Il Movimento 5 Stelle: Gli europarlamentari Giuseppe Antoci e Pasquale Tridico hanno promosso l’iniziativa fin dalle prime fasi dell’emergenza, sollecitando direttamente la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Commissario italiano Raffaele Fitto per l’attivazione immediata del Fondo di solidarietà.
- Forza Italia e il PPE: Un ruolo di primo piano è stato giocato dal vice capo delegazione di Forza Italia, Marco Falcone. L’eurodeputato azzurro ha promosso la causa della Sicilia orientale e dei territori colpiti sin da inizio anno, presentando diversi atti urgenti indirizzati ai commissari Fitto, Lahbib e Minzatu per accelerare l’iter della ricostruzione.
- I socialisti e le altre forze: Anche l’eurodeputato del Partito Democratico (S&D) Giuseppe Lupo aveva presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione per richiedere l’assistenza urgente dell’UE, rimarcando come “l’Europa non lasci sole le comunità colpite”.
Gli obiettivi del finanziamento e i prossimi passi
I fondi proposti dalla Commissione Europea — che fanno parte di un pacchetto complessivo di 489 milioni stanziato anche per Spagna, Portogallo e Malta — saranno destinati in Italia a tre macro-aree di intervento:
- Ripristino delle infrastrutture: Ricostruzione della viabilità, delle reti idriche ed elettriche danneggiate dalle tempeste.
- Riapertura dei servizi essenziali: Sostegno alle strutture pubbliche e ripristino delle condizioni di sicurezza del territorio.
- Gestione delle emergenze abitative: Interventi mirati anche per le criticità idrogeologiche connesse, come quelle registrate nel comune di Niscemi.
“Sin dalle prime ore dell’emergenza abbiamo lavorato per portare la questione all’attenzione delle istituzioni europee. Le conseguenze di un evento di questa gravità non possono ricadere soltanto sulle spalle delle comunità locali. Ci auguriamo che il voto di mercoledì rappresenti un passo decisivo.” ha detto Giuseppe Antoci, Europarlamentare M5S
Dopo il voto definitivo dell’Aula di Strasburgo previsto per mercoledì, l’attenzione si sposterà sui criteri di ripartizione delle risorse tra le tre regioni italiane per garantire che i fondi arrivino rapidamente ai cantieri e alle comunità locali che hanno subito i danni maggiori.



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