È il giorno decisivo per la crisi dell’autotrasporto dovuta al caro carburanti e che ha portato ad un blocco che sta tenendo con il fiato sospeso l’intera penisola, con blocchi stradali e gravi disagi ai rifornimenti che colpiscono in particolar modo il Mezzogiorno. Oggi, martedì 20 ottobre 2026, i riflettori sono tutti puntati sulla Prefettura di Milano, dove il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, insieme al viceministro Edoardo Rixi, guiderà un doppio tavolo istituzionale anticipato d’urgenza proprio per fronteggiare l’escalation delle tensioni legate al caro-carburante.

L’agenda dei lavori a Milano

Il programma della giornata in Prefettura riflette la delicatezza e la complessità della vertenza nazionale e locale, strutturandosi in due momenti distinti:

  • La mattina (ore 10:00): Il Ministro Salvini incontra ufficialmente le sigle sindacali e le associazioni di categoria nazionali per esaminare i nodi strutturali del comparto.
  • Il pomeriggio (ore 15:00): Il vertice si aprirà ai comitati spontanei e alle delegazioni territoriali, offrendo per la prima volta un filo diretto ai rappresentanti delle aree più calde della protesta. Tra questi ci sarà il Cts (Comitato Trasportatori Siciliani), guidato da Salvatore Bella.

Salvini si è detto fiducioso di poter avviare un dialogo costruttivo, preannunciando l’intenzione di sbloccare risorse rimaste ferme da troppo tempo per dare risposte concrete alla categoria.

Il fronte si spacca in Sicilia: Cts fiducioso, l’Aias si dissocia

Se a Milano si cerca la via del dialogo, in Sicilia la situazione si fa ancora più complessa a causa di una profonda frattura interna alla rappresentanza dei padroncini. La compattezza del movimento che ha paralizzato l’Isola negli ultimi giorni è infatti venuta meno alla vigilia del vertice ministeriale.

Da un lato, il Cts si dichiara sicuro che l’interlocuzione diretta con il Ministero porterà a impegni formali e risposte tangibili sulle richieste sul tavolo: lo sblocco dei fondi arretrati, l’introduzione del credito d’imposta sul gasolio e sostegni a fondo perduto per calmierare l’impatto dei rincari e delle tariffe dei traghetti.

Dall’altro lato si registra la netta rottura del Consorzio Aias (Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani). Il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, ha annunciato ufficialmente la decisione di dissociarsi dal Cts, dichiarando che l’associazione non ne fa più parte e preannunciando l’avvio di nuove e autonome azioni di protesta.

Scaffali vuoti e danni milionari

La divisione interna rischia di allungare i tempi della mobilitazione e di complicare il ritorno alla normalità, anche qualora dal tavolo di Milano dovesse uscire una prima intesa con il governo. Nel frattempo, i cinque giorni consecutivi di stop dei tir hanno già messo in ginocchio la ASICILIA, provocando danni stimati fino a 50 milioni di euro. L’agricoltura locale e i settori della logistica e della grande distribuzione sono al collasso, con supermercati che mostrano i primi scaffali sguarniti e tonnellate di prodotti deperibili rimaste bloccate nei poli logistici.

La giornata odierna stabilirà se prevarrà la linea diplomatica dei comitati ricevuti in Prefettura o se l’Isola dovrà fare i conti con un prolungamento ad oltranza del blocco stradale.