Contrastare lo spopolamento, fare rete per valorizzare il capitale umano e dare risposte concrete ai circa 210 centri dell’Isola con meno di cinquemila abitanti. È questo il fulcro del vertice “Piccoli Comuni, una grande questione nazionale. Agenda Controesodo Sicilia: risorse, capacità amministrativa e comunità”, svoltosi nella sala Pio La Torre dell’Assemblea regionale siciliana su impulso di ANCI Sicilia. Un appuntamento cruciale per tracciare il futuro delle aree interne, schiacciate da casse vuote, uffici deserti e una continua emorragia demografica.
L’impegno dell’assessorato: “Regione al fianco dei sindaci”
A dare voce alla strategia del governo regionale è l’assessore alla Funzione pubblica e alle autonomie locali, Francesca Garigliano. “Lo spopolamento dei territori è la più grande criticità, insieme alle insufficienti risorse finanziarie e alla carenza di personale, che gli amministratori dei piccoli Comuni siciliani devono fronteggiare ogni giorno” ha evidenziato l’esponente della giunta.
Garigliano ha voluto mandare un messaggio di rassicurazione ai primi cittadini, sottolineando che “non sono soli in questa battaglia” e definendo ANCI Sicilia un interlocutore privilegiato. “Oggi si parla di ‘Agenda di controesodo’ – ha aggiunto – ed è estremamente positivo il fatto che si affronti il tema in questi termini. Ascolto e dialogo devono essere le due modalità con cui l’amministrazione regionale declina i rapporti con gli enti locali, perché è l’unico modo per individuare le specifiche problematiche territoriali e programmare insieme interventi efficaci”.
Fare rete per trattenere i giovani
La sfida non si gioca solo sul piano dei trasferimenti monetari. Sebbene le risorse economiche restino determinanti, per l’esponente del governo regionale la vera svolta passa dalla valorizzazione delle competenze e dalla cooperazione tra enti. L’obiettivo dichiarato è “aiutare le amministrazioni a fare rete, mettendo a fattore comune risorse, competenze e conoscenze con l’obiettivo di offrire ai più giovani delle concrete opportunità per restare o per ritornare nei loro paesi di appartenenza, luoghi che sono i veri custodi della nostra identità”.
Il grido d’allarme di ANCI: “Qui si custodisce il Made in Italy”
Sulla stessa linea d’onda Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina e vicepresidente di ANCI Sicilia, che ha richiamato l’attenzione sul valore strategico ed economico di queste realtà periferiche. Proprio nei borghi e nelle aree interne più svantaggiate dal punto di vista infrastrutturale nascono, infatti, le eccellenze agroalimentari e i patrimoni culturali che alimentano il Made in Italy. Per questa ragione, l’associazione dei comuni chiede lo stanziamento di risorse straordinarie e un potenziamento delle capacità amministrative locali.
L’incontro si è articolato su tre tavoli tematici fondamentali: la sostenibilità dei bilanci, la gestione associata del personale e il miglioramento dei servizi essenziali nelle aree interne. Al dibattito hanno preso parte anche Maurizio Zingales (Coordinamento Piccoli Comuni ANCI Sicilia), Daniele Formiconi (ANCI nazionale), il segretario generale Mario Emanuele Alvano e Alessandro Santoni. Le conclusioni dei lavori sono state affidate al presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, con il mandato di formalizzare un pacchetto di proposte operative da sottoporre immediatamente al governo regionale e a quello nazionale.



Commenta con Facebook