Venerdì 30 ottobre 2026 è in programma uno sciopero generale nazionale che riguarda tutte le categorie pubbliche e private. Rischiano di fermarsi treni, scuole, ospedali e uffici pubblici. Lo stop ferroviario comincia già alle 21 di giovedì 29. Lo sciopero non comporta la chiusura automatica dei servizi: molto dipenderà dalle adesioni.
Sciopero 30 ottobre: chi lo ha proclamato
Le proclamazioni sono due, come ricostruisce LentePubblica:
- quella dell’Unione sindacale di base (USB), che riguarda anche il settore ferroviario;
- quella di USI-CIT, insieme a USI Educazione e USIS, che invece esclude il trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e marittimo.
Lo sciopero è stato segnalato anche dagli enti locali. Il Comune di Venezia, per esempio, ha avvisato che riguarda anche il personale del comparto Funzioni locali, cioè i dipendenti di Comuni e Regioni.
Sciopero treni 30 ottobre: orari e fasce di garanzia
Il personale ferroviario aderente all’USB si asterrà dalle 21 di giovedì 29 alle 20:59 di venerdì 30 ottobre. Per i treni regionali valgono le fasce di garanzia dei giorni feriali:
- dalle 6 alle 9;
- dalle 18 alle 21.
Non tutti i treni in queste fasce sono garantiti in automatico. Bisogna controllare le liste ufficiali pubblicate dalle singole imprese ferroviarie.
Per il trasporto pubblico locale non c’è un orario unico nazionale: le fasce protette cambiano da città a città, in base agli accordi delle singole aziende. Sulle autostrade, per l’USB, lo sciopero comincia alle 22 di giovedì 29.
Sciopero 30 ottobre: le scuole restano chiuse?
Non necessariamente. Docenti, dirigenti e personale Ata possono aderire. Come spiega Studenti.it, lo sciopero non comporta la sospensione automatica delle lezioni. Molto dipenderà dalle adesioni e dalle comunicazioni dei singoli istituti, che le famiglie devono verificare.
Alla mobilitazione del 30 ottobre partecipano anche alcune realtà studentesche, tra cui il Collettivo Osa e gli studenti di Torino. Chiedono più investimenti nella scuola e interventi contro il caro vita.
Sanità, vigili del fuoco e aerei: cosa resta garantito
Gli altri settori principali:
- sanità: per l’USB lo sciopero va dal primo all’ultimo turno del 30 ottobre, ma le prestazioni di emergenza e urgenza devono essere garantite;
- vigili del fuoco: per l’USB il personale turnista si ferma dalle 9 alle 13, chi ha orario giornaliero la prima ora di servizio, mentre USI-CIT indica il primo turno. I soccorsi indispensabili restano garantiti;
- aerei: il calendario del ministero riporta una proclamazione per il personale aeroportuale in Toscana, ma l’Enac prevede una franchigia dal 30 ottobre al 5 novembre. Non si può quindi considerare confermato uno stop generalizzato dei voli.
Perché si sciopera il 30 ottobre
L’USB ha spiegato le ragioni dello sciopero nel pubblico impiego in una nota contro l’«economia di guerra». Secondo il sindacato, la spesa militare sottrae risorse ai servizi pubblici e ai salari: «Non è una deriva. È un cambio di modello: meno cura, più caserme».
Tra le richieste dell’USB ci sono:
- tagliare la spesa per le armi e aumentare gli stipendi;
- assumere circa un milione di lavoratori pubblici;
- ripristinare le piante organiche e rafforzare scuola e sanità;
- riformare il sistema della contrattazione, che il sindacato definisce «antidemocratico».
Secondo l’USB, negli ultimi due contratti gli stipendi pubblici hanno perso circa il 12% del potere d’acquisto. «Il lavoro pubblico è diventato un posto da cui si scappa», scrive il sindacato, che dà appuntamento in piazza il 30 ottobre.
Come sapere se il proprio servizio si ferma
Prima di venerdì conviene controllare:
- gli avvisi delle imprese ferroviarie e delle aziende di trasporto locale;
- il calendario degli scioperi del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti;
- il cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego della Presidenza del Consiglio;
- le comunicazioni di scuole, ospedali e uffici a cui ci si deve rivolgere.



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