E’ il giorno della grande mobilitazione studentesca a Palermo, culmine di una settimana di fuoco che ha visto la protesta dilagare a macchia d’olio in tutta la città. La Rete Studentesca Palermo ha dato appuntamento alle ore 9:00 in piazza Marina per un corteo che attraverserà le vie del centro cittadino fino a Palazzo Comitini (in via Maqueda), sede della Città Metropolitana.

Una delegazione di studenti chiederà di essere ricevuta dal sindaco metropolitano Roberto Lagalla.

La protesta si allarga: occupati i primi licei e scattano le assemblee

L’attesa per il corteo di oggi è stata preceduta da una forte escalation delle proteste nei giorni scorsi, ampiamente documentata da BlogSicilia. L’autunno caldo palermitano ha registrato il passaggio dai sit-in alle maniere forti, con la prima notte di occupazione già trascorsa dagli studenti di due storici istituti del centro: il liceo classico Umberto I e il liceo classico Vittorio Emanuele II.

La mappa della mobilitazione, tuttavia, tocca quasi ogni angolo della città:

  • Stato di agitazione e assemblee: Al liceo Regina Margherita è scattata l’assemblea permanente, mentre la tensione è salita nei giorni scorsi anche al liceo classico Giovanni Meli con un acceso sit-in davanti ai cancelli.
  • Presidi e blocchi: Forti proteste e disagi legati alle carenze strutturali dei plessi hanno infiammato gli animi degli studenti del Rutelli (con aule danneggiate e persino mancanza di connessione internet), del Benedetto Croce, del Majorana, del Pio La Torre, del Volta, del Medi e del Vittorio Emanuele III.

Le ragioni della protesta studentesca

La manifestazione odierna unisce le vertenze dei singoli istituti in un’unica grande voce contro il degrado dell’edilizia scolastica e i continui tagli all’istruzione.

  • Edifici fatiscenti: Gli studenti denunciano aule regolarmente allagate, tetti a rischio crollo e la totale assenza di riscaldamenti d’inverno e climatizzatori d’estate.
  • La crisi degli spazi: Classi sovraffollate costringono i ragazzi a fare lezione dentro palestre, laboratori e biblioteche, scippando questi luoghi alla loro vera funzione didattica. È il caso limite del liceo Finocchiaro Aprile, da anni in cerca di una succursale, o del Liceo Peppino Impastato di Partinico, dove si studia persino nei locali dell’ex casa del custode.
  • Riforme e mancate risposte: Nel mirino della protesta ci sono le riforme scolastiche del ministro dell’Istruzione Valditara, giudicate “calate dall’alto”. I collettivi lamentano inoltre l’assenza di dialogo istituzionale.
  • Solidarietà dell’isola: I ragazzi scendono in piazza anche per manifestare supporto ai blocchi stradali portati avanti da settimane dagli agricoltori e dagli autotrasportatori siciliani.

Il sostegno della Cgil Palermo

Al fianco degli studenti scende ufficialmente anche il sindacato. “Ci parlano di un rinnovato bisogno di partecipazione da parte di una generatione indicata troppo spesso come disinteressata”, dichiarano il segretario della Cgil Palermo Dario Fazzese e la responsabile Giovani Olga Giunta.

Secondo i sindacalisti, la mobilitazione odierna è solo la premessa di un’onda lunga di iniziative che punterà dritto allo sciopero generale del 20 novembre, unendo studenti e lavoratori sui temi speculari della sicurezza stradale, dell’edilizia e dei luoghi di lavoro.