Controlli a tappeto sulla sicurezza degli edifici, verifica immediata delle aree di accoglienza e misure precauzionali per le strutture più vulnerabili, fino a valutare la sospensione temporanea delle attività pubbliche negli immobili non antisismici o a maggior rischio. È questa la risposta istituzionale all’indomani della lunga scia sismica che sta interessando la Sicilia, formalizzata in un avviso urgente inviato dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile ai Comuni delle province di Palermo e Messina.

A Palermo la reazione è stata immediata: il sindaco Roberto Lagalla ha firmato l’ordinanza n. 177 che blinda il capoluogo, disponendo la sospensione delle attività didattiche e la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, oltre alla chiusura delle sedi universitarie. Un provvedimento cautelativo assunto anche se molte scuole sono già chiuse in virtù della giornata di sabato. L’ordinanza è in vigore fino alle ore 08:00 di domenica 25 ottobre per consentire ai tecnici i sopralluoghi approfonditi nelle aule.

La terra trema ancora: oltre cento scosse nel Tirreno

La macchina della prevenzione si è attivata a causa di una sequenza sismica incessante nel distretto del Tirreno meridionale. La terra ha continuato a tremare per tutta la notte e il bilancio complessivo è ormai numericamente sorprendente: sono oltre cento le scosse registrate in totale. In considerazione della prosecuzione dello sciame sismico, la Protezione civile invita alla massima prudenza e a mantenere alta l’attenzione.

L’avviso ufficiale conferma che la scossa più forte resta quella di ieri alle ore 12:19, con una magnitudo di 5.5 ed epicentro localizzato in mare a circa 20 chilometri a nord-ovest di Alicudi. All’evento principale sono seguite decine di repliche, tra cui un picco rilevante di magnitudo 4.6 registrato nel pomeriggio di ieri, alle ore 15.55 poi rivalutato in intensità e fissato a magnitudo 5.0. Durante le prime fasi dello sciame si è vissuto anche un momento di forte apprensione per l’emissione di un’allerta maremoto, fortunatamente revocata poco dopo dagli organi competenti. La prima ricognizione sul territorio non ha rilevato danni significativi a cose o persone, salvo il crollo isolato di porzioni di costoni rocciosi ad Alicudi e Filicudi, senza alcuna conseguenza.

Le direttive ai Comuni: priorità a scuole e ospedali

Le raccomandazioni firmate dal dirigente generale della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina, non lasciano spazio a rinvii. Ai sindaci e ai responsabili delle strutture pubbliche e private viene chiesto perentoriamente di verificare l’agibilità e la sicurezza degli edifici prima del loro utilizzo. La priorità assoluta deve essere data alle strutture strategiche: scuole, ospedali, municipi, caserme, ma anche cinema, teatri, ponti, viadotti e arterie viarie.

Gli ispettori dovranno riservare una particolare attenzione agli edifici che presentano già vulnerabilità o danneggiamenti, estendendo i controlli agli elementi non strutturali o nascosti, come stucchi, lampadari, controsoffitti e volte. Qualora i tecnici dovessero riscontrare anomalie, i sindaci dovranno disporre immediati provvedimenti di evacuazione, sgombero o sospensione precauzionale delle attività.

Il Dipartimento raccomanda inoltre di censire e verificare l’effettiva disponibilità e accessibilità delle aree libere destinate all’attesa e alla prima accoglienza della popolazione, oltre a ricontrollare i piani di evacuazione interni agli istituti scolastici. In caso di ulteriori scosse di pari o maggiore entità, i Comuni dovranno attivare immediatamente i Centri operativi comunali (C.O.C.), anche in modalità ridotta, allertando le associazioni di volontariato locali.

Anas verifica strade e ponti: nessuna criticità sulla grande viabilità

Se nei centri urbani si lavora sulle singole strutture, sul fronte delle grandi infrastrutture stradali la risposta è già arrivata. I tecnici e gli ispettori di Anas si sono mobilitati subito dopo gli eventi sismici per ispezionare le opere d’arte lungo la rete stradale e autostradale tra il Palermitano e il Messinese.

Al termine dei controlli speciali su ponti, viadotti e gallerie, non sono state riscontrate criticità strutturali né danni imputabili alle scosse. Anas ha confermato che l’intera rete di propria competenza risulta regolarmente percorribile in piena sicurezza, ma ha assicurato che manterrà costante il presidio delle tratte per intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Schifani segue l’allerta: istituzioni collegate

La gestione dell’emergenza vede il pieno coordinamento del vertice regional. Il presidente della Regione, Renato Schifani, segue costantemente l’evolversi della situazione in contatto diretto con il capo della Protezione civile siciliana Salvatore Cocina. Quest’ultimo mantiene un raccordo continuo con il Dipartimento nazionale a Roma, i prefetti e i sindaci di Palermo e Messina, e gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Tutti i Comuni interessati dal risentimento sismico sono stati invitati a comunicare con urgenza alla Protezione civile regionale le attività di prevenzione avviate, le misure precauzionali adottate ed eventuali criticità, assicurando al contempo una costante e corretta informazione alla popolazione.