Un nuovo episodio di miasmi, un sopralluogo direttamente nell’area industriale e gli accertamenti finiti sul tavolo della Procura. A Priolo, nel Siracusano l’emergenza delle molestie olfattive torna al centro dell’attenzione, dopo quanto accaduto sabato 24 ottobre, quando forti esalazioni hanno interessato il territorio.
Il sindaco Pippo Gianni si è recato nell’impianto Isab Sud insieme al vicesindaco Biamonte, alla Protezione civile, ai tecnici di Arpa Sicilia e agli agenti della Polizia municipale. Un intervento immediato, avviato per comprendere la dinamica dell’episodio, raccogliere elementi utili e verificare quanto stesse accadendo negli stabilimenti dell’area.
L’attività non si è fermata al sopralluogo. Sono stati contattati i responsabili dei diversi impianti, ascoltati e verbalizzati dagli operatori di polizia giudiziaria. Dalle dichiarazioni raccolte è emerso che le attività di alcuni impianti erano interessate da interventi di bonifica.
Campionamenti e verbali fino a notte fonda
Su richiesta del Comune è intervenuta Arpa Sicilia, con l’obiettivo di effettuare verifiche congiunte e campionamenti dell’aria. I controlli hanno riguardato l’area interessata dal fenomeno e le principali strade cittadine, con particolare attenzione al punto in cui gli odori risultavano più intensi.
La Polizia municipale ha eseguito ulteriori prelievi attraverso un canister, strumento utilizzato per raccogliere campioni d’aria da sottoporre ad analisi. Le operazioni, condotte in collaborazione con il personale tecnico di Arpa Siracusa, sono proseguite fino alle 2.30 della notte.
Al termine, il Comando di Polizia locale ha trasmesso alla Procura della Repubblica i verbali e gli elementi raccolti. Sarà ora l’autorità giudiziaria a valutare gli atti e gli eventuali sviluppi investigativi.
Un passaggio importante, ma non ancora la soluzione del caso: al momento, infatti, non è stata indicata ufficialmente una responsabilità definitiva per l’episodio di sabato.
Un’emergenza che dura da mesi
Il nuovo allarme si inserisce in una vicenda che da settimane, e ormai da mesi, mette a dura prova i residenti del comprensorio industriale siracusano. Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa sono accomunate dalle segnalazioni di odori intensi e persistenti, descritti soprattutto come sentori di idrocarburi e zolfo.
Le molestie olfattive non rappresentano soltanto un problema di vivibilità. Tra i disturbi riferiti dai cittadini figurano nausea, mal di testa e irritazioni delle vie respiratorie. Le segnalazioni hanno alimentato preoccupazione e richieste di risposte, mentre la protesta è arrivata nelle piazze, con la mobilitazione di mamme e studenti, e fino al Parlamento.
Le verifiche e il nodo delle sorgenti
Le attività di monitoraggio e i campionamenti effettuati da Arpa hanno acceso i riflettori sulla qualità dell’aria, con rilevazioni e criticità segnalate per diversi inquinanti, tra cui benzene, idrogeno solforato e composti organici volatili. La presenza di valori anomali, tuttavia, non equivale automaticamente all’individuazione dello stabilimento responsabile di ogni singolo episodio.
È proprio questo uno dei nodi più difficili da sciogliere: individuare con precisione l’origine delle emissioni in un polo industriale complesso, dove convivono numerosi impianti e dove le condizioni operative possono cambiare rapidamente.
L’attenzione degli accertamenti si è concentrata anche sulle fasi di fermata, manutenzione, avviamento e bonifica degli impianti, momenti nei quali possono verificarsi condizioni emissive differenti rispetto al normale esercizio. Tra le strutture finite sotto osservazione c’è Isab Sud, teatro del sopralluogo di sabato. Nel quadro più ampio delle criticità ambientali del comprensorio è stato inoltre richiamato il tema della gestione dei reflui dell’impianto consortile Ias.
La richiesta di risposte
Sul fronte istituzionale, i Comuni chiedono che si arrivi a identificare le cause del fenomeno e a individuare eventuali responsabilità. A Priolo è stata sollecitata l’adozione di misure cautelative nei confronti degli impianti sospettati di essere coinvolti; da Siracusa è arrivata la richiesta di valutare la sospensione delle autorizzazioni ambientali delle aziende interessate, fino al superamento delle criticità.



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