“La notizia della convocazione da parte dell’azienda CMC Ravenna che si sta occupando dei lavori nel cantiere per l’autostrada Ragusa-Catania di un tavolo di confronto per il 3 novembre con le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, finalizzato a fare il punto sulla situazione complessiva delle commesse ferme, sul pagamento degli stipendi e sulla programmazione della ripresa dei lavori ci porta a sospendere, in via temporanea, lo sciopero proclamato per la stessa giornata sul cantiere del Lotto 3 dell’autostrada Ragusa-Catania”
Lo dicono, in una nota congiunta i sindacati edili di Filca Cisl Feneal Uil e Fillea Cgil di Catania , che aggiungono :”
Contestualmente, viene sospesa anche la richiesta di convocazione di un tavolo di crisi alla Prefettura di Catania, per consentire lo svolgimento del confronto nazionale e verificare se da esso possano arrivare risposte concrete alle criticità che interessano i lavoratori e le opere attualmente ferme.
Si tratta di una pausa legata esclusivamente all’attesa di questo incontro e alla necessità di verificare la reale disponibilità dell’azienda a individuare soluzioni immediate e percorribili. Non è una rinuncia alla mobilitazione, né tantomeno un arretramento rispetto alle rivendicazioni dei lavoratori. Le questioni sul tavolo restano tutte aperte e non più rinviabili: la garanzia della regolarità salariale futura, la definizione di un programma certo per la ripresa dei cantieri e la salvaguardia dei livelli occupazionali A Catania la preoccupazione riguarda non soltanto il Lotto 3 della Ragusa-Catania, appaltato da ANAS, ma anche la vertenza relativa ai cantieri della metropolitana affidati a CMC Ravenna, dove il fermo dei lavori e l’assenza di certezze sul futuro occupazionale continuano a pesare su centinaia di lavoratori e sulle loro famiglie.
Il confronto nazionale del 3 novembre – continua la nota – rappresenta dunque un passaggio decisivo, che dovrà essere valutato sulla base dei fatti. Le organizzazioni sindacali chiedono all’azienda impegni precisi, verificabili e accompagnati da tempi certi, sia sul fronte delle spettanze economiche sia su quello della ripartenza delle opere e della continuità occupazionale.
La disponibilità al confronto non può tradursi in un ulteriore rinvio delle soluzioni. I lavoratori hanno già pagato un prezzo elevato in termini di incertezza, difficoltà economiche e mancanza di prospettive. È necessario che tutte le parti coinvolte, a partire da CMC Ravenna e dalle stazioni appaltanti competenti, assumano le proprie responsabilità e contribuiscano a superare una situazione che rischia di compromettere tanto il futuro delle maestranze quanto la realizzazione di infrastrutture strategiche per il territorio siciliano. Come sindacati – conclude la nota – valuteremo l’esito del confronto nazionale sulla base delle risposte effettivamente fornite e in assenza di risposte concrete e certe, da mercoledì 4 novembre 2026 la mobilitazione sindacale riprenderà con maggiore determinazione, compresa la riattivazione della richiesta di un tavolo di crisi presso la Prefettura di Catania, con il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e delle stazioni appaltanti interessate”.
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