Dal 1° gennaio 2027 le pensioni dovrebbero aumentare per effetto della rivalutazione legata all’inflazione ma l’importo esatto degli assegni non è ancora noto. La percentuale ufficiale arriverà con un apposito decreto. Nel frattempo la Manovra 2027 potrebbe cambiare il meccanismo di calcolo: per chi prende di più gli aumenti sarebbero più bassi, con una “perdita” che andrebbe da circa 95 euro a oltre 1.300 euro l’anno.

Come funziona oggi la rivalutazione delle pensioni?

La rivalutazione (o perequazione) adegua ogni anno gli assegni all’aumento dei prezzi per proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Per il 2027 il calcolo si baserà sull’inflazione registrata nel 2026 rispetto al 2025. L’Inps applicherà gli aumenti in automatico: non serve presentare alcuna domanda. Con il sistema attuale la percentuale non vale allo stesso modo su tutto l’assegno ma per scaglioni, misurati in multipli del trattamento minimo Inps:

  • 100% dell’inflazione sulla quota fino a 4 volte il minimo;
  • 90% sulla quota compresa tra 4 e 5 volte il minimo;
  • 75% sulla quota oltre 5 volte il minimo.

La percentuale ridotta si applica quindi solo alla parte che supera la soglia.

Quanto potrebbero aumentare le pensioni nel 2027?

In attesa del dato ufficiale circolano tre scenari di rivalutazione: 2,5%, 3% e 3,5%. Ecco gli aumenti mensili lordi stimati con il sistema attuale, riportati da Sky TG24.

  • 1.000 euro: +25 euro (2,5%), +30 euro (3%), +35 euro (3,5%)
  • 1.500 euro: +37,50 euro, +45 euro, +52,50 euro
  • 2.000 euro: +50 euro, +60 euro, +70 euro
  • 2.500 euro: +62,37 euro, +74,84 euro, +87,32 euro
  • 3.000 euro: +73,62 euro, +88,34 euro, +103,07 euro
  • 4.000 euro: +92,59 euro, +111,11 euro, +129,63 euro

Con un assegno di 3.000 euro lordi e una rivalutazione del 3% l’aumento sarebbe di circa 88 euro al mese: la pensione arriverebbe a circa 3.088 euro lordi.

Quanto potrebbe valere la pensione minima nel 2027?

Nel 2026 il trattamento minimo è pari a 611,85 euro al mese, che con l’incremento straordinario dell’1,3% può arrivare fino a 619,80 euro. Per il 2027 le simulazioni indicano tre possibili importi:

  • 627,15 euro al mese con una rivalutazione del 2,5%;
  • 630,21 euro con il 3%;
  • 633,26 euro con il 3,5%.

Con un’inflazione ipotizzata al 2,9% il minimo salirebbe invece a 629,59 euro. Da questo valore dipendono anche le soglie del calcolo: 4 volte il minimo diventerebbero circa 2.518 euro, 5 volte circa 3.148 euro.

Cosa cambierebbe con la Manovra 2027?

Per contenere la spesa, la bozza della manovra ipotizza di passare dal sistema per scaglioni a un sistema per fasce: la percentuale di rivalutazione si applicherebbe sull’intero importo dell’assegno e non più solo sulla parte eccedente. Le fasce previste, con un’inflazione ipotizzata al 2,9%, sarebbero queste.

  • Fino a 4 volte il minimo (fino a 2.518,40 euro): 100% dell’inflazione
  • Da 4 a 5 volte (fino a 3.148,00 euro): 90% sull’intero importo
  • Da 5 a 6 volte (fino a 3.777,60 euro): 60%
  • Da 6 a 8 volte (fino a 5.036,80 euro): 50%
  • Da 8 a 10 volte (fino a 6.296,00 euro): 40%
  • Oltre 10 volte il minimo (oltre 6.296,00 euro): 35%

La bozza prevede anche clausole di salvaguardia per ridurre la penalizzazione rispetto al sistema precedente.

Chi ci perde con la nuova rivalutazione?

Le pensioni fino a 2.518,40 euro lordi non perderebbero nulla: l’indicizzazione resterebbe piena, pari a circa 29 euro al mese ogni 1.000 euro di assegno con un’inflazione al 2,9%. Sopra quella soglia l’aumento si ridurrebbe. Ecco le simulazioni pubblicate dal Messaggero (aumento mensile con il sistema attuale, con quello nuovo e perdita annua su 13 mensilità).

  • 2.800 euro: 80,38 euro contro 73,08 euro, perdita di 94,94 euro l’anno
  • 3.500 euro: 97,12 euro contro 60,90 euro, perdita di 470,89 euro l’anno
  • 4.500 euro: 118,87 euro contro 65,25 euro, perdita di 697,09 euro l’anno
  • 5.500 euro: 140,62 euro contro 63,80 euro, perdita di 998,69 euro l’anno
  • 7.000 euro: 173,25 euro contro 71,05 euro, perdita di 1.328,56 euro l’anno

Una pensione di 3.500 euro perderebbe circa 36 euro al mese perché tutto l’assegno passerebbe al 60%. Sopra i 7.000 euro lordi la perdita supererebbe i 1.300 euro l’anno per effetto dell’aliquota al 35% sull’intero importo.

Quando si conoscerà l’importo definitivo?

Tutte le cifre restano provvisorie. Serviranno il decreto con la percentuale ufficiale, il testo definitivo della manovra e le indicazioni operative dell’Inps. Andrà verificato anche l’eventuale conguaglio tra la rivalutazione provvisoria e quella definitiva applicata nel 2026.