Il 30 giugno 2026 era la data per consegnare il Polo per l’infanzia di via Giusti a Cassibile e rendicontare il Pnrr. Il termine prorogato al 31 agosto non è stato rispettato e al ministero il Comune ha indicato una nuova ultimazione. Frattanto, il Comune con la determina dirigenziale 5090, ha autorizzato due subappalti per 1.279.640,78 euro nei lavori di completamento affidati ad A.E.GI. Spadaro srl di Rosolini. In gioco c’è il finanziamento europeo di un’opera il cui quadro economico, riapprovato nel dicembre 2022, è di 3,3 milioni.
La corsa dopo la rottura
Il rischio lo mette nero su bianco il Comune: il mancato rispetto dei tempi del decreto di finanziamento comporterebbe “obblighi restitutori” e un’opera da pagare con fondi di bilancio. Per questo, “con estrema urgenza”, il 19 marzo risolve il contratto con Appaltitalia srl, con i lavori principali fermi alle fondazioni.
Poi la corsa. Il 23 aprile parte una procedura negoziata senza bando, con tre inviti sulla piattaforma Net4Market. Il 30 aprile i lavori vanno a Spadaro, in deroga al principio di rotazione per un precedente appalto simile giunto quasi a conclusione. Il 4 maggio la consegna sotto riserva di legge. Undici giorni dall’avvio della procedura al cantiere.
Il progetto contestato
La rottura nasce dal progetto. Secondo gli atti della controversia, Appaltitalia, che aveva firmato il contratto da 2.645.901,87 euro netti con ribasso del 9,870%, lamenta incongruenze geometriche e di calcolo tra elaborati architettonici e strutturali, oltre a problemi sugli impianti. Il 2 febbraio 2026 il collaudatore statico avrebbe indicato la necessità di ricalcolare le strutture. Il Comune nella determina parla di obiezioni che, “pur infondate”, l’impresa non intendeva superare.
L’accordo bonario proposto il 2 marzo non è stato firmato e il 19 marzo è arrivata la risoluzione. Appaltitalia ha fatto causa al Tribunale di Catania per inadempimento e danni. Il Comune dovrà anche recuperare l’anticipazione da 529.180,37 euro oltre Iva, liquidata a maggio 2024.
Il Tar e il sospetto sui calcoli
Un altro fronte si è aperto sul nuovo progetto. Il 28 aprile Appaltitalia ha chiesto gli atti del completamento (capitolato, computo metrico, elaborati) per verificare se fossero stati riutilizzati calcoli e soluzioni tecniche elaborati a proprie spese, senza compenso né cessione dei diritti. Il Comune ha negato l’accesso e il Tar Catania, Quinta Sezione, ha respinto il ricorso: richiesta troppo generica. I giudici non hanno però deciso se il riutilizzo ci sia stato, né chi avesse ragione sul progetto o sulla risoluzione. Quelle partite restano al giudizio civile.
L’interrogazione di Scimonelli e le rassicurazioni del 2025
Un anno fa sullo stato del cantiere era stato interrogato il Comune dal capogruppo di Insieme, Ivan Scimonelli. La risposta del 29 agosto 2025, firmata dal Rup Giuseppe Calabretta e dall’allora dirigente Domenico Sole Greco, era tranquillizzante: salvo la sospensione di 67 giorni, “il cronoprogramma dei lavori è rispettato”, con fine lavori il 18 maggio 2026. Le criticità dell’impresa erano “prive di fondamento” e i danni, “compresa la perdita del finanziamento”, sarebbero stati addebitati alla ditta.
I subappalti
Il 28 luglio Spadaro ha chiesto di subappaltare alcuni lavori. Dopo le verifiche del 22 settembre, il Comune ha autorizzato 309.600 euro e 111.468,54 per SM Impianti di Rosario Modica, Rosolini, e 858.572,24 per il Consorzio stabile Da Vinci di Milano. SM Impianti ha rinunciato al pagamento diretto: pagherà il Comune a Spadaro. La responsabilità dei lavori resta all’appaltatore.
Fondi propri se salta il Pnrr
Il 27 agosto il Comune ha comunicato al ministero l’impossibilità di rispettare il termine del 31 agosto: secondo la determina non è arrivato alcun decreto di definanziamento. L’amministrazione si dice pronta a finanziare l’opera con fondi propri, citando la carenza di edifici scolastici a Cassibile.



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