La vicenda della spiaggia di Mondello non si chiude con la decisione del Tar di Palermo di considerare legittima le revoca della concessione alla Italo Belga. Come prevedibile l’azienda annuncia l’intenzione di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana: “Restiamo convinti della fondatezza delle nostre ragioni e intendiamo farle valere in appello”, afferma la società in una nota. “L’esame della sentenza con i nostri legali consentirà di definire i motivi dell’impugnazione e le ulteriori iniziative a tutela dell’azienda”.
La difesa riguarda il buon nome della società
La difesa dell’Italo Belga riguarda anche il suo nome e la possibilità che le sue posizioni siano conosciute e valutate sulla base degli atti. Tanti fatti da sempre noti alle parti in causa non sono stati tenuti in considerazione. Le contestazioni non sono mai state notificate in corso di esecuzione delle asserite irregolarità, ma solo sulla base di elementi cartacei che la società stessa ha anticipato.
Il giudizio riguarda la mancata richiesta all’Amministrazione regionale delle autorizzazioni previste dall’articolo 45-bis del Codice della navigazione per l’affidamento a terzi di alcuni servizi. La società ha dimostrato che quei servizi fossero ben noti all’Amministrazione, a cui erano sempre stati regolarmente comunicati negli anni, e che la decadenza, la misura più severa prevista dall’ordinamento, sia sproporzionata rispetto a quanto contestato. Il TAR ha compensato integralmente le spese di lite, riconoscendo la peculiarità e la complessità della vicenda.
Una linea di rispetto istituzionale
La società sottolinea di aver scelto, anche nelle settimane più complesse, una linea di rispetto istituzionale, evitando di alimentare polemiche o contrapposizioni mediatiche, malgrado le continue provocazioni, attuate con azioni e campagne mirate, nelle quali sono state dette molte cose non vere e senza alcun rispetto per le parti in gioco.
La società ricorda ancora di non essere mai stata destinataria di alcuna interdittiva antimafia. Ha interrotto anzitempo il rapporto con l’impresa successivamente raggiunta dal provvedimento prefettizio, ha adottato il Modello organizzativo 231 e il Codice etico e collabora concretamente con la Prefettura di Palermo, dimostrando ancora una volta di essere totalmente estranea ai condizionamenti che altri persistono nell’addebitarle e di non aver mai consentito ad alcuno di sostituirsi nella gestione della concessione.
Le prospettive della società e i lavoratori
Al centro dell’attenzione dell’azienda restano le conseguenze della vicenda sulle prospettive della società e sui lavoratori, che saranno informati direttamente sui successivi passaggi e sui loro riflessi concreti.
“Il nostro primo pensiero va ai dipendenti e alle loro famiglie”, dichiara il presidente Antonio Gristina. “Sappiamo quanto pesi questa incertezza. Li informeremo direttamente, passo dopo passo, sugli sviluppi e sulle loro conseguenze concrete. Difendere la società significa difendere il loro lavoro e le loro professionalità ed è con questo impegno che affronteremo il secondo grado di giudizio”.



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