L’indipendenza della magistratura non si difende soltanto attraverso le garanzie normative e costituzionali. Per essere effettiva, deve poter contare anche su condizioni di lavoro adeguate, sicurezza personale, autonomia professionale e protezione dalle pressioni esterne. È il tema al centro della quinta edizione del judges@europe forum, in programma dal 3 al 6 novembre a Siracusa, ospitato dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights e promosso dalla Rete europea di formazione giudiziaria (EJTN), con il sostegno dell’Unione europea.
Il Forum riunisce 76 partecipanti provenienti da diversi Paesi europei e rappresenta un’occasione di confronto sul rapporto tra benessere dei magistrati, indipendenza giudiziaria e tutela dello Stato di diritto.
Indipendenza e condizioni di lavoro
Il punto di partenza è il legame tra indipendenza giudiziaria e condizioni concrete in cui operano i magistrati. Una magistratura autonoma non può essere considerata soltanto il risultato di un ordinamento che ne riconosce le prerogative. Richiede anche condizioni professionali e personali che consentano a giudici e pubblici ministeri di esercitare le proprie funzioni senza condizionamenti.
Cinque workshop tematici, organizzati secondo la Chatham House Rule, affrontano aspetti centrali della vita professionale dei magistrati: sicurezza economica, trasparenza delle carriere e delle promozioni, parità di genere, prevenzione del burnout e impatto della digitalizzazione sull’organizzazione del lavoro giudiziario.
Le nuove pressioni sulla magistratura
Accanto alle questioni ordinamentali emerge il tema della protezione dei magistrati. Le pressioni politiche, le minacce della criminalità organizzata e le campagne ostili online rappresentano forme diverse di condizionamento, che possono incidere sulla serenità e sull’autonomia di chi esercita la funzione giudiziaria.
Il tema assume particolare rilievo nella prospettiva italiana. A Siracusa Raffaele Sabato, giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, approfondisce la sicurezza dei magistrati alla luce dell’esperienza italiana. Alle nuove minacce è dedicato anche il confronto tra Nicolas Guillou, giudice della Corte penale internazionale, e Julien Moinil, procuratore di Bruxelles.
Intelligenza artificiale e giustizia
Un altro asse del Forum riguarda la trasformazione tecnologica. Digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando l’organizzazione del lavoro giudiziario e pongono interrogativi sulla gestione degli uffici, sui carichi di lavoro e sulle condizioni necessarie per preservare l’autonomia della funzione giudiziaria.
A Siracusa Michalis Pikramenos, presidente del Consiglio di Stato greco, affronta le trasformazioni della funzione giudicante nell’era della comunicazione digitale e dell’intelligenza artificiale.
Il confronto delle istituzioni europee
Il livello internazionale dei lavori è uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa. Tra gli interventi, quello di Laura Codruța Kövesi, già procuratrice capo della Procura europea, dedicato alla resilienza di chi opera per la tutela dello Stato di diritto.
Lorraine Schembri Orland, giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, affronta le condizioni di lavoro e le carriere dei magistrati nella prospettiva della giurisprudenza europea. Madeleine Mathieu, componente del Consiglio superiore della magistratura francese e della Rete europea dei Consigli di giustizia, esamina invece il ruolo dei Consigli di giustizia nella salvaguardia dell’indipendenza.
Il tema della leadership giudiziaria è affrontato da Silvana Sciarra, presidente emerita della Corte costituzionale italiana, in dialogo con Meelis Eerik. A concludere il ciclo degli interventi è Ramona Frendo, giudice della Corte di giustizia dell’Unione europea.
La sfida dello Stato di diritto
Ad aprire i lavori sono stati Jean-François Thony, presidente del Siracusa International Institute, e Ingrid Derveaux, segretaria generale dell’EJTN.
Thony ha richiamato il valore della responsabilità istituzionale nella difesa dell’indipendenza giudiziaria. «L’indipendenza della magistratura non può essere data per scontata, né può fondarsi esclusivamente sulla capacità di resilienza dei giudici e dei pubblici ministeri», ha dichiarato.
Il messaggio è che non si può affidare soltanto alla capacità di resistenza dei singoli magistrati la difesa dell’autonomia giudiziaria. Servono condizioni di lavoro adeguate, protezione e una cultura istituzionale di rispetto nei confronti della magistratura.
Il Forum prevede una dichiarazione finale che raccoglierà le principali riflessioni emerse dai workshop, con l’obiettivo di contribuire al dibattito europeo sulle condizioni necessarie a garantire una magistratura indipendente, efficace e capace di affrontare le trasformazioni della società contemporanea.



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