Un debito di poche decine di euro per l’acquisto di sostanza stupefacente sarebbe all’origine della spedizione punitiva finita a colpi di pistola a Pachino la sera del 2 novembre ai danni di due persone, padre e figlio. Per quei fatti il Gip del Tribunale di Siracusa ha convalidato il fermo di Fabiano Salerno, 46 anni, Sebastiano Cammisuli, 22, e Giulio Quartarone, 42, tutti residenti a Pachino, disponendo per i tre la custodia cautelare in carcere. Sono indagati, a vario titolo, per tentato omicidio, lesioni aggravate, tentata estorsione e porto illegale di arma da sparo. Sono assistiti dagli avvocati Junio Celesti (Salerno) e Salvatore Di Fede (Cammisuli e Quartarone).

Il fermo

Il fermo è stato eseguito il 3 novembre dalla Squadra Mobile di Siracusa, con il Commissariato di Pachino, il giorno dopo i fatti. Secondo la Procura, uno delle vittime, 20 anni, avrebbe contratto un debito di poche decine di euro con parente di una delle vittime per l’acquisto di droga ma in una telefonata poco prima dei fatti, avrebbe comunicato di non essere in grado di saldarlo. E così, quest’ultimo si sarebbe fatto accompagnare da Salerno, Cammisuli e da Quartarone, per recarsi sotto casa del debitore, a Pachino, per costringerlo a pagare.

La spedizione

A quel punto, Quartarone, facendo proprie le pretese del familiare, si sarebbe rivolto alla vittima intimandogli di ripetere quanto detto al telefono, e avrebbe tentato di colpirlo con un pugno, schivato dal giovane. Il parente, con un bastone e insieme ad altri giovani non ancora identificati, avrebbe colpito il padre del debitore, 45 anni. Salerno, secondo l’accusa avrebbe poi intimato a Cammisuli di sparare. Questi avrebbe esploso due colpi, centrando le vittime, in parti non vitali, poi costrette a recarsi in ospedale

I soccorsi

I residenti, attirati dalle urla, hanno chiesto l’intervento degli agenti del Commissariato di Pachino: le vittime avrebbero raccontato ai poliziotti di essere stati feriti a colpi di pistola e che gli aggressori si erano dati alla fuga salvo poi essere acciuffati.