• Il progetto Smartphone Style ha reso noto i risultati de un’analisi
  • I dati sono stati raccolti su un campione di 9177 ragazzi di tutte le province dell’Isola tra i 10 ed i 21 anni
  • Movimento Difesa del Cittadino “Siamo di fronte a nuova forma di alienazione”
  • Oltre un bimbo su 4 (il 26,68%) comincia ad utilizzare il cellulare prima degli 8 anni

Completamente dipendenti dal telefonino. Sono i ragazzi siciliani di età compresa tra i 10 e 21 anni che rimangono letteralmente incollati, anche per più di 5 ore al giorno, agli schermi del proprio cellulare.

Sono, inoltre, continuamente connessi ad internet, spesso senza alcuna vigilanza dei genitori. Nel caso di minorenni, catturati da app e social network che tentano di mantenerli per più tempo collegati per scopi pubblicitari.

Questa la ‘fotografia’ scattata dal progetto Smartphone Style – quando l’APParenza crea dipendenza. Quella che finora è stata un’analisi generale sui comportamenti dei bambini ed adolescenti siciliani, è adesso suffragata da dati concreti, raccolti su un campione di 9177 ragazzi di tutte le province dell’isola, coinvolti dal progetto che è l’intervento n. 5 segreteria generale della presidenza della Regione che ha promosso il consumo attivo e consapevole in Sicilia.

“Siamo di fronte ad una nuova forma di alienazione”

Come ribadito da Francesco Luongo, presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, da Maria Luisa De Simone, vicepresidente nazionale e dalla presidente regionale della Sicilia, Enrichetta Guerrieri, “siamo di fronte ad una nuova forma di alienazione dove il rischio dipendenza è ben noto ai millennials, forse più che agli adulti, visto che l’88,36% degli intervistati ha dichiarato di essere a conoscenza del problema e l’85,63% pensa che possa essere dannosa, ma rispetto al quale non ci sono comportamenti che tendono a far abbandonare questo rapporto quasi compulsivo con lo smartphone. Ma quello che ha più stupito è il rapporto che questi giovani hanno col il proprio telefonino anche quando sono fuori ad uscire insieme. Stanno con gli amici ma guardano in continuazione lo schermo, le notifiche, i messaggi, i video. Ed anche se sono nel mondo reale, ognuno di loro si perde nel proprio mondo virtuale, o forse sono tutti collegati allo stesso”.

Movimento Difesa del Cittadino in primafila

Il progetto, che vede come capofila il Movimento Difesa del Cittadino, e come partner le associazioni Adiconsum, Fedeconsumatori, Aduc, Tribunale del Consumatore, Omnia, ha “indagato” sull’utilizzo sempre più smodato del telefonino e delle app soprattutto da parte delle giovani generazioni.

Durante l’anno scolastico concluso, anche attraverso una piattaforma online e numerosi incontri in presenza all’interno dei vari istituti scolastici siciliani, è stata svolta un’azione di sensibilizzazione riguardante proprio l’utilizzo incontrollato di questo strumento di comunicazione. I risultati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa online.

Oltre il 43% resta sul web da tre a cinque ore al giorno

Alcuni dati sono decisamente preoccupanti e devono far riflettere istituzioni ed agenzie educative. Oltre il 43% dei ragazzi resta in rete dalle tre alle cinque ore al giorno con un trend in aumento a causa dei lockdown pandemici, con scuole chiuse e restrizioni costanti di movimento che hanno visto e vedono gli adolescenti e la loro socialità ingiustamente criminalizzati e vere vittime della pandemia.
In questo contesto sono inevitabili i problemi di dipendenza da smartphone, già evidenti anche tra gli adulti. Sempre più adolescenti trascurano le normali attività sociali prestando attenzione solo al cellulare.

Whatsapp è l’app più gettonata, poi Instagram, TitkTok e Fb

Le app dei social network sono le più gettonate: il 98,25% dei ragazzi siciliani intervistati ha dichiarato di usare, dopo Whatsapp che è al primo posto, la triade di app formata da Instagram (27,48%), TikTok (21,55%) e Facebook (12,29%). Le app social hanno fortemente aumentato le interazioni online ma ridotto quelle in presenza, anche quando si esce tra amici.
Se è infatti vero che “uscire con amici” è la prima preferenza che risulta dal questionario sottoposto (26,83%), è altrettanto vero che tra le preferenze “usare il cellulare” segue con uno scarto minimo (22,24%).

Distanti le attività “tradizionali”, musica sport e lettura

Molto più distanti, in termini percentuali, le scelte una volta più tipiche di ragazzi e adolescenti, come ascoltare musica, fare sport, leggere un libro. Ulteriore dato preoccupante riguarda il primo approccio verso il telefonino e l’utilizzo che ne viene fatto anche dagli altri componenti della famiglia.

Il 65,56% inizia ad usare il cellulare tra i 9 ed i 12 anni

Quella dai 9 ai 12 anni è la fascia di età in cui si è cominciato a usare il cellulare, il 65,56% dei casi. È l’età in cui ai ragazzi che fanno la prima comunione, viene regalato dai parenti.

Più di un bimbo su 4 comincia prima degli 8 anni

Molti, troppi lo hanno cominciato ad utilizzare prima degli 8 anni, sono il 26,68%.  Il cellulare viene spesso “consegnato” ai bambini in età prescolare da mamme “indaffarate” in altro, o da famiglie impegnate a mangiare una pizza “in tranquillità” e che fanno vedere un cartone animato in streaming sul piccolissimo schermo o un videogioco ai propri figli.

Telefono “Nuova tata del Terzo Millennio”

Il telefono usato come la nuova tata del Terzo Millennio. La riprova di questi dati sta nelle risposte dei ragazzi più grandi. Solo il 7,21% dichiara di utilizzare il telefonino dai 13 ai 16 anni. La stragrande maggioranza l’ha già avuto in mano e senza alcun controllo dei genitori o dei nonni, in una fascia d’età più bassa. E del resto sono proprio i familiari ad essere presi come “esempio”.

L’utilizzo del telefonino in famiglia

Alla domanda su chi, in famiglia, utilizzi maggiormente il cellulare, i ragazzi siciliani coinvolti dal progetto “Smartphone Style” indicano la mamma per il 58,77% (5734 risposte) al primo posto, il papà al secondo posto il 29,90% (2917 risposte), la nonna al terzo, con un netto distacco, viene indicata dal 3,95% (385 risposte) e in altro il 24,89% (2428 risposte) indicando più persone della famiglia.

Il 26,85% dei ragazzi rimane collegato oltre 5 ore

Infine le ore di utilizzo. È stato chiesto ai giovani intervistati di sapere quanto tempo d’utilizzo viene concesso dai familiari e quanto, effettivamente, si resta collegati. Naturalmente le risposte non coincidono, le buone intenzioni si perdono lungo una scia infinita di byte.

E così il 38% dichiara di rimanere collegato da 1 ora a 3 ore, il 27,40% da 3 a 5 ore, ben il 26,85% indica di rimanere collegato oltre 5 ore.

Il report completo dei dati raccolti sarà disponibile online sul sito www.smarpthonestyle.it