Il tribunale di Agrigento ha sospeso il pignoramento da quasi 5,4 milioni di euro che aveva bloccato i conti di Aica, l’Azienda idrica Comuni agrigentini. L’azienda pubblica gestisce il servizio idrico in 33 Comuni della provincia. La giudice dell’esecuzione Laura Torregrossa ha accolto il ricorso dell’azienda con un decreto emesso inaudita altera parte, cioè senza sentire prima la controparte, dopo aver riconosciuto l’urgenza. La sospensione è provvisoria e non risolve la controversia sul debito. La trattazione scritta della fase sommaria dell’opposizione è fissata al 14 gennaio 2027.
Da dove nasce il pignoramento
L’esecuzione era stata avviata da una donna che reclama un credito nato da una sentenza contro l’Azienda consortile Acquedotto Voltano, oggi Voltano spa. La creditrice è socia unica ed erede di una società cessata e sostiene che Aica sia subentrata nel debito.
Aica, assistita dall’avvocato Girolamo Rubino, contesta questa ricostruzione. Secondo la difesa, usare le infrastrutture di Voltano non comporta il passaggio automatico dei suoi debiti. L’azienda sostiene inoltre che la sentenza non sia mai stata notificata, che il credito sia prescritto e che i documenti presentati a sostegno della richiesta siano insufficienti.
Il rischio per il servizio idrico
Il pignoramento aveva colpito somme presso Monte dei Paschi di Siena, Poste Italiane e diversi Comuni consorziati, rendendo indisponibili risorse necessarie alla gestione del servizio. Aica aveva parlato di rischio di paralisi operativa e di possibili conseguenze sulla distribuzione dell’acqua.
Ora l’azienda, tramite il suo legale, sta curando le notifiche del decreto a tutti i soggetti coinvolti, comprese le banche.
Cosa dicono i vertici di Aica
«È un risultato importante, ottenuto in tempi rapidissimi attraverso il lavoro, la documentazione e gli strumenti giudiziari previsti dall’ordinamento», dichiarano la presidente del consiglio di amministrazione Danila Nobile e il direttore generale Francesco Fiorino. «Abbiamo agito con determinazione per tutelare l’Azienda, il servizio idrico e gli interessi delle comunità che rappresentiamo. AICA è un’azienda pubblica e ha il dovere di difendere con fermezza le proprie ragioni e le risorse destinate ai cittadini dei 33 Comuni serviti. Non ci siamo lasciati intimidire: abbiamo risposto nelle sedi competenti, con serietà e responsabilità. La priorità dell’Azienda resta la continuità del servizio e la tutela dei cittadini, dei lavoratori e dei soggetti che collaborano con AICA. Stiamo seguendo con tempestività gli adempimenti necessari dopo il decreto e continueremo a operare con la massima attenzione per ridurre ogni possibile ricaduta sulla gestione del servizio».
L’azienda ringrazia l’avvocato Rubino «per l’encomiabile lavoro svolto in merito all’assistenza prestata e alla predisposizione dell’iniziativa giudiziaria. L’Azienda continuerà a tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti, con l’obiettivo di salvaguardare il servizio idrico integrato e gli interessi pubblici dei 33 Comuni serviti».



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