Avrebbe venduto posti di lavoro in una società partecipata della Regione. Il tribunale di Agrigento ha condannato per il reato di truffa aggravata e sostituzione di persona Giuseppe Lo Brutto, 46 anni di Canicattì a 9 mesi di reclusione ed euro 300 di multa.

L’uomo è stato ritenuto colpevole di aver “venduto” ad alcuni giovani disoccupati false assunzioni presso la Sas, società partecipata della Regione Siciliana, in cambio di 15.000 euro ciascuno.

Lo Brutto, in particolare, si sarebbe finto avvocato e funzionario della Sas che fornisce servizi a enti pubblici e avrebbe convinto le vittime a farle lavorare presso il museo Pirandello di Agrigento simulando un corso di formazione con ricerche sulla storia di Agrigento.

Insieme a Lo Brutto avrebbe agito anche Michele Ferro, 61 anni di Favara, condannato per truffa a 6 mesi di reclusione ed euro 200 di multa.

Assolta la moglie di Ferro, Giuseppa Pullara, 61 anni, titolare di un Caf. La denuncia era stata presentata dalla Sas dopo della segnalazione dei funzionari che ricevevano le richieste di inserimento delle giovani vittime nel ruolo dei lavoratori, tramite ordini di servizio e contratti contraffatti.

Anche le vittime, a loro volta, avevano presentato querela una volta che non ricevevano gli stipendi sui conti bancari. Conti che erano stati aperti su richiesta del finto avvocato.

La società Sas costituita parte civile, difesa dagli avvocati Massimo Motisi e Marco Aricò, ha ottenuto la condanna al pagamento dell’importo di euro 5000 per lesione all’immagine. Ulteriori risarcimenti sono stati riconosciuti in favore delle vittime del raggiro, difese dall’avvocato Nicola Grillo.