Il sistema di distribuzione dell’acqua e della raccolta delle quote di compartecipazione ad Agrigento finisce  sotto la lente di ingrandimento. L’autorità di regolazione Arera sembra stia indagando sulla gestione del servizio idrico da parte di Aica, l’azienda idrica nata dal Consorzio dei comuni agrigentini.

Dove finiscono le quote perequative della tariffa (una parte del costo in bolletta) ?

Al centro della vicenda ci sono le componenti perequative della tariffa idrica, importi che tutti gli utenti versano in bolletta e che i gestori sono tenuti a trasferire ad una apposita Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) istituita in base alle disposizioni del sistema di regolazione definito da Arera (L’agenzia di controllo sul sistema e sulle tariffe). Tra queste componenti rientrano anche le risorse destinate al bonus sociale idrico, il meccanismo nazionale che garantisce uno sconto automatico in bolletta alle famiglie in condizioni di disagio economico. Le somme vengono raccolte dai gestori ma devono essere riversate alla Csea, che alimenta il sistema di compensazione previsto dalla regolazione.

Quote fatturate agli utenti ma non versate alla Cassa

Secondo alcune Delibere Arera, proprio queste quote (riferite al periodo 2022-2023) sarebbero state fatturate agli utenti ma non trasferite al fondo nazionale. Il dossier potrebbe ora approdare all’attenzione proprio di Arera e della stessa Csea, che nell’ambito delle rispettive competenze potrebbero effettuare verifiche e valutare eventuali iniziative.

Un nuovo motivo di scontro politico e sociale

La vicenda rischia, adesso di alimentare uno scontro politico già in corso da tempo sulla gestione del servizio idrico nel territorio agrigentino e dare nuova voce anche alle proteste. Sul piede di guerra anche le associazioni dei consumatori, che chiedono piena trasparenza sull’utilizzo delle componenti tariffarie e garanzie affinché le risorse destinate alle finalità sociali raggiungano effettivamente i cittadini aventi diritto.

La Consulta mai ricostituita

Per parte propria le associazioni sottolineano, poi, un altro aspetto ovvero il tema della Consulta delle associazioni per l’acqua pubblica di Aica, sciolta lo scorso anno e mai ricostituita. La sua assenza viene indicata come un freno importante posto al sistema di partecipazione e controllo civico.