A Lampedusa entra nel vivo l’oncologia di prossimità. Da oggi è, infatti, operativo il Servizio Oncologico Decentrato delle Isole Pelagie, con otto pazienti già presi in carico nella struttura attivata al poliambulatorio di Contrada Grecale. L’avvio coincide con la visita istituzionale del ministro della Salute Orazio Schillaci.

Il presidio permette di effettuare direttamente sull’isola chemioterapie adiuvanti, immunoterapie, terapie orali, instillazioni vescicali e follow-up oncologici. Un cambiamento concreto per i residenti delle Pelagie, che potranno ridurre i trasferimenti verso la terraferma e contare su una maggiore continuità nei percorsi di cura.

“Oggi facciamo un ulteriore passo decisivo nella direzione di una sanità più equa e più vicina alle persone – ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci – e dimostriamo concretamente cosa intendiamo quando parliamo di sanità di prossimità. Per la prima volta, i pazienti dell’isola possono ricevere cure complesse senza dover affrontare viaggi lunghi e impegnativi verso la terraferma. È stato un gioco di squadra che ha dato prova di capacità organizzativa in contesti territoriali particolari che devono poter disporre di servizi adeguati, stabili e di alto livello”.

   

Il nuovo Servizio Oncologico Decentrato

Il Servizio Oncologico Decentrato nasce dalla collaborazione tra ASP di Palermo, Comune di Lampedusa e Linosa, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, INMP e Assessorato regionale della Salute della Regione Siciliana. L’obiettivo è garantire equità di accesso e continuità terapeutica ai residenti delle isole minori.

“Questo servizio rappresenta una scelta strategica per la sanità siciliana perché riduce le disuguaglianze territoriali e assicura diritti di cura uniformi anche nei contesti più complessi – ha sottolineato l’Assessore della Salute della Regione Sicilia, Daniela Faraoni – investire nelle isole minori significa potenziare la sanità pubblica e costruire modelli organizzativi capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità. Il Servizio Oncologico Decentrato di Lampedusa è l’esempio più concreto e più evoluto di una sanità di prossimità che è la grande scommessa di questo decennio di tutto il sistema sanitario nazionale”.

Organizzazione e rete clinica

L’ASP di Palermo, presente sull’isola con il direttore generale Alberto Firenze e il direttore sanitario Antonino Levita, ha curato l’adeguamento strutturale e funzionale degli spazi e garantisce il supporto logistico e assistenziale attraverso il personale infermieristico del poliambulatorio.

“La visita del Ministro Schillaci – ha evidenziato il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino – conferma l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali verso Lampedusa valorizzando un modello di sanità di prossimità che coniuga specializzazione, integrazione istituzionale e continuità assistenziale, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei pazienti oncologici delle Pelagie”.

Il servizio è dotato di due poltrone per infusione fornite dall’INMP, che contribuisce anche alla definizione del modello organizzativo. Le attività cliniche sono assicurate dagli oncologi del Policlinico di Palermo, che provvede alla fornitura dei farmaci necessari.

“L’avvio operativo del Servizio Oncologico Decentrato a Lampedusa – ha detto il direttore generale dell’ASP di Palermo, Alberto Firenze – rappresenta una risposta concreta a un bisogno reale del territorio. Come Azienda sanitaria abbiamo messo in campo organizzazione, strutture e personale per rendere possibile una presa in carico oncologica stabile, sicura e continuativa. Portare le cure vicino ai pazienti significa ridurre disagi, migliorare l’aderenza ai trattamenti e rafforzare il principio di equità del servizio sanitario pubblico”.

La direttrice generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, Maria Grazia Furnari – presente a Lampedusa insieme alla direttrice sanitaria Lia Murè – ha evidenziato come “l’alta specializzazione possa essere efficacemente integrata nei territori più periferici per offrire cure appropriate e di qualità. In tale contesto, il Policlinico, la cui mission consiste nello svolgimento integrato e coordinato delle funzioni di assistenza, di didattica e di ricerca, svolge un ruolo non solo come riferimento clinico, ma anche come polo di innovazione all’interno della rete assistenziale. Il contributo altamente specializzato degli oncologi e la continuità terapeutica garantita consentono di strutturare percorsi di cura appropriati, omogenei e di elevata qualità, rafforzando una governance condivisa tra ospedale e territorio”.

“L’impegno dell’INMP – ha spiegato il direttore generale Cristiano Camponi – è rivolto a sostenere modelli di sanità di prossimità capaci di garantire cure appropriate anche nelle aree più fragili e difficili da raggiungere. L’esperienza di Lampedusa dimostra che, attraverso il lavoro congiunto tra istituzioni, è possibile costruire servizi concreti, sostenibili e replicabili in altri contesti del Paese”.

Con l’attivazione del servizio si riducono trasferimenti e disagi per i pazienti delle Pelagie. La sfida ora sarà garantire continuità organizzativa e qualità nel tempo.