Morì nell’ottobre del 2016, esattamente 4 anni fa,  precipitando dal cavalcavia della bretella che collega la città dei templi alla strada statale 189 ma del perchè di quel balzo oltre il proprio ciclomotore non si è ancora capito quasi nulla o quantomeno non ci sono certezze. Per questo viene definita ancora oggi una morte misteriosa.

E’ la storia di Piero Tutino 56 anni di Agrigento raccontata oggi da Grandangolo Agrigento dopo che , per la seconda volta, il gip del tribunale ha detto no alla richiesta di archiviazione, e disposto  nuove e più approfondite indagini.

Vuole vederci chiaro il gip del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella che ha rigettato per la seconda volta la richiesta avanzata dal pm Chiara Bisso di archiviare l’inchiesta sulla morte di Piero Tutino. Per la procura gli elementi non chiari appaiono secondari e tutto lascia pensare ad un tragico incidente dunque l’inchiesta va archiviata. Ma per il gip  ci sono ancora troppe circostanze misteriose e non è stato spiegato in alcun modo quel “volo” di quasi 20 metri dalla bretella che collega il centro di Agrigento alla strada statale 189.

Per la Procura di Agrigento, sebbene non accertata del tutto la dinamica, Tutino sarebbe balzato dallo scooter su cui viaggiava e caduto al di sotto del cavalcavia. All’archiviazione si era opposto anche il legale rappresentante della famiglia, l’avvocato Salvatore Pennica, che già in passato era tornato sulle misteriose cause della morte di Tutino.

La famiglia ha ottenuto un supplemento di indagini. Si spera, anche se appare alquanto improbabile, che a distanza di tanto tempo possa presentarsi un testimone dei fatti. Qualcuno che ha visto anche solo una parte degli eventi di quel drammatico momento. Intanto bisognerà fare altre perizie, approfondire le indagini tecniche, cercare una spiegazione ad una dinamica che,c osì come è stata ricostruita fino ad ora, appare priva di senso logico